La riforma voluta dal presidente Carlo Tavecchio per rilanciare il  movimento calcistico italiano ha fatto storcere il naso a molti, da Damiano Tommasi (presidente Associazione Italiana Calciatori), ai procuratori, senza dimenticare l’associazione degli allenatori guidata da Renzo Ulivieri.

Perchè nessuno è soddisfatto? La redazione di footballscout24.it ha chiesto spiegazioni all’Agente Fifa Filippo Vergani, grande esperto di calcio giovanile: “In Italia dobbiamo cambiare mentalità. Sono abbastanza contrario a questa riforma, come sono contrario all’età media in Lega Pro e agli under in Serie D: deve giocare chi merita, che puo’ esser italiano o extracomunitario, avere sedici anni come quarata. Altri cambiamenti che farei io riguardano l’introduzione delle Squadre B o comunque progetti di sinergia tipo Inter-Prato. In questo modo si darebbe ai giovani la possibilità di formarsi  in un campionato ostico come la Lega pro, confrontandosi con gente che ha anni di esperienza. Fare tre anni tra Primavera e Berretti fa solo perdere tempo ed un giovane , ad un certo punto, deve confrontarsi con gli adulti, soprattuto è importante giocare su campi difficili, con mille pressioni. Equiparerei gli extracomunitari agli altri stranieri. Quando si parla di cambiamento di mentalità intendo innanzitutto un cambiamento all’interno del settore giovnaile nei criteri di selezione dei ragazzi, nel modo di allenarli”

“Assemblea convocata da Assoagenti? Gran bel segnale perchè in questo momento bisogna capire alcune cose e rimanere uniti come categoria,  far valere i nostri diritti. Non vedo l’ora il primo dicembre di confrontarmi e discutere con i colleghi di questa riforma”