Crescita, continuità e ambizione. Luca Lombardi, centrocampista classe 2002 del Pineto, si racconta in esclusiva ai microfoni di Footballscouting, tracciando un bilancio personale e collettivo di una stagione che lo vede sempre più protagonista. Alla terza annata consecutiva in biancazzurro, Lombardi parla del legame con la piazza, dell’evoluzione tattica del suo ruolo, della forza del gruppo e degli obiettivi futuri, senza dimenticare le esperienze formative vissute tra Monza e Pescara. Un’intervista a tutto campo, tra consapevolezza, leadership e voglia di continuare a crescere, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

1) Luca, questo è il tuo secondo anno consecutivo in maglia biancazzurra. In un calcio dove spesso si cambia maglia velocemente, tu hai scelto di dare continuità a questo percorso: quanto ha pesato la fiducia di questa società nella tua scelta e come senti di essere maturato nel rapporto con questa piazza rispetto al tuo arrivo un anno fa?

Sono felice di essere qui per il terzo anno consecutivo. La fiducia del direttore e del mister è stata fondamentale nella mia scelta. Mi hanno dato la possibilità di crescere e di dimostrare il mio valore. Rispetto all’anno scorso, sento di aver maturato una maggiore consapevolezza del mio ruolo e delle esigenze della squadra. La piazza è fantastica e mi sento a casa.

2) Nel corso della tua carriera hai dimostrato grande duttilità a centrocampo. In questo campionato, quali sono le richieste specifiche che ti fa il mister per valorizzare le tue doti e in quale posizione senti di poter incidere maggiormente per aiutare la squadra a vincere le partite?

Il mister mi chiede di essere versatile e di adattarmi alle esigenze della squadra. Mi fa giocare in diverse posizioni a centrocampo, sia da regista che da interno. Sento di poter incidere maggiormente giocando da organizzatore, creando gioco e aiutando i compagni a esprimersi al meglio.

3) Siete attualmente nelle zone nobili della classifica, dietro corazzate come Arezzo, Ravenna e Ascoli. Qual è il segreto di questo spogliatoio che vi permette di giocarvela alla pari, e spesso di vincere, contro piazze molto più blasonate? Nonostante l’addio del bomber Bruzzaniti.

Il segreto di questo spogliatoio è la coesione e la mentalità vincente. Siamo una squadra unita e compatta, che crede in se stessa e nel proprio lavoro. Abbiamo un ottimo equilibrio tra esperienza e gioventù, e questo ci permette di giocarvela alla pari con squadre più blasonate.

4) Nel tuo curriculum figurano piazze storiche: hai respirato l’aria del Monza di Berlusconi e Galliani in Serie B e hai vestito una maglia pesante come quella del Pescara. Quanto ti hanno aiutato quegli anni in contesti così esigenti a gestire la pressione oggi e a diventare un leader tecnico per il Pineto?

Quegli anni mi hanno insegnato a gestire la pressione e a essere un leader tecnico. Ho imparato a lavorare con professionisti di alto livello e a essere costante nel mio impegno. Sono esperienze che mi hanno formato e mi hanno reso il giocatore che sono oggi.

5) Nonostante la tua giovane età, hai già tagliato il prestigioso traguardo delle 100 presenze in Serie C. Un numero importante che testimonia costanza e talento: senti che questo sia l’anno della definitiva consacrazione e che sia arrivato il momento di ambire al salto verso palcoscenici superiori?

Sono orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo, ma non mi fermo qui. Sento di avere ancora molto da dare e di poter crescere ulteriormente. Il mio obiettivo è di aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi e, se possibile, di fare il salto verso palcoscenici superiori.

6) Viste le ottime prestazioni e la vostra posizione attuale, secondo te dove può arrivare davvero questo Pineto? L’obiettivo è ormai quello di consolidare il piazzamento per giocarvi le vostre carte da protagonisti assoluti nella post-season?

Vogliamo arrivare il più lontano possibile. Siamo in una buona posizione e abbiamo le qualità per giocarci i playoff.

7) Ogni calciatore cresce con un punto di riferimento. C’è un campione, del presente o del passato, a cui ti ispiri per il tuo modo di stare in campo o di cui cerchi di “rubare” i segreti durante la settimana?

Il mio idolo è Riccardo Kakà, i miei modelli sono Luka Modric e Vitinha.

8) Tu hai vissuto settori giovanili importanti ma ti sei confrontato presto con il calcio dei grandi. Qual è il tuo consiglio per un ragazzo che esce dall’Under 17 o dall’Under 19: è meglio cercare spazio in una Primavera di alto livello o “farsi le ossa” subito in Serie D per assaggiare il calcio vero?

Il mio consiglio è di lavorare sodo e di essere pazienti. Non c’è una strada unica per arrivare al successo. Se sei un giovane talento, cerca di giocare dove ti senti più a tuo agio e di imparare dagli errori. La costanza e la dedizione sono fondamentali per raggiungere i propri obiettivi.

crediti foto Andrea Iommarini | Pineto Calcio