La tradizione di società sforna-talenti sicuramente aiuta il mercato in uscita del Brescia, che dopo Cragno, El Kaddouri e soprattutto Hamsik puo’ piazzare un altro giovane asso in serie A: Ismail H’Maidat, classe 1995. I primi rumors hanno riguardato il Milan, poi le voci su Sassuolo, West Ham e Inter. Grazie alla start-Up NewGproject tutti i nostri lettori possono leggere una dettagliatissima analisi tecnico-tattica del fantasista nato in Olanda

Ismail H’Maidat
Nato il 16 giugno 1995 a Enschede, olandese di chiare origini marocchine, Ismail H’Maidat si avvicina al mondo del calcio militando nelle giovanili del Twente squadra della sua città. Ben presto si sposta nel vicino Belgio cambiando molte società partendo dal Turnhout, passando per Westerlo e Genk, fino ad arrivare a Leuven
squadra nella quale milita per quasi due anni sempre a livello giovanile. Dopo una breve parentesi anche in Inghilterra nelle fila del Crystal Palace, giunge all’Anderlecht, la più importante squadra belga, dove si mette in luce partecipando da protagonista, 3 presenze per lui, al torneo di Viareggio conclusosi con la sconfitta della sua squadra in finale ai supplementari contro la Primavera del Milan guidata in panchina da Inzaghi. Da questa stagione milita nel Brescia dove fa il suo esordio da professionista il 17 agosto 2014 all’83° minuto del match di Coppa Italia contro la Pro Vercelli subentrando a Ruben Olivera. L’esordio in campionato è rimandato di circa un mese e avviene il 23 settembre 2014, sempre sostituendo Olivera, nella partita contro la Virtus Lanciano e da quel giorno sono già 10 le presenze per Ismail in questo primo scorcio di stagione, ben 6 da titolare la prima nella trasferta di Modena dell’11 ottobre.

PROFILO TECNICO-ATLETICO
H’Maidat è un giocatore dotato di un’ottima altezza, 185cm, e di una discreta elevazione qualità che gli permettono di primeggiare sia nei contrasti aerei, vinti nel 60% dei casi, sia nelle intercettazioni aeree dove raggiunge una positività dell’87%. Tuttavia manca nella scelta di tempo dello stacco motivo per il quale, nonostante la sua statura lo consentirebbe, nei calci d’angolo a favore non va a saltare in area di rigore. I limiti fisici maggiori si notano sia nella velocità e nella progressione ma soprattutto nella rapidità e nell’agilità caratteristiche sulle quali sono riscontrabili i maggiori margini di miglioramento. Indispensabile inoltre andare alla ricerca del cambio di passo qualità che per ora manca nel repertorio fisico di Ismail.
Ottima invece la coordinazione e straordinaria la forza requisito necessario per resistere agli attacchi degli avversari e vincere i contrasti a terra come accaduto addirittura nel 71% dei casi.

PROFILO TECNICO
Mancino naturale, l’uso del piede destro è decisamente migliorabile, H’Maidat fa del passaggio le sua caratteristica tecnica più soddisfacente. Infatti sui 123 passaggi tentati, l’85% va a buon fine con percentuali di positività discrete sia nei passaggi verticali, riusciti nel 72% dei casi, sia in quelli in diagonali, perfetti il 64% delle volte.
Inoltre unisce a queste qualità nei passaggi un’ottima progressione palla al piede, molto utile per trasformare velocemente l’azione da difensiva a offensiva, e una ricezione decisamente positiva con un solo errore negli stop per il giovane olandese.

Da migliorare invece sia la qualità dei cross, 5 tentati ma nessuno andato a buon fine con 3 traversoni ribattuti e 2 preda del portiere, sia la capacità nei dribbling che sono stati tentati solo tre volte decisamente poco per un giocatore dalle spiccate caratteristiche offensive come Ismail. Infine non va al tiro con la necessaria convinzione, provando solo 2 volte la conclusione e mai centrando lo specchio della porta, preferendo spesso l’assist anche in situazioni decisamente favorevoli per provare a segnare.

PROFILO TATTICO OFFENSIVO

Centrocampista molto duttile viene schierato in molti ruoli della linea mediana. Da regista basso davanti alle difesa interpreta il ruolo assecondando le sue qualità nei passaggi diventando il punto di riferimento per l’inizio delle azioni offensive ma deve limitare i palloni persi che sono stati 20 di cui 5 nella propria metà campo.
In questa posizione H’Maidat è molto abile nello smarcarsi cercando sempre di ricevere palla il più liberamente possibile per avere il tempo di ragionare e intavolare una giocata più importante del classico passaggio in orizzontale mostrando una notevole visione di gioco. La grande tranquillità con la quale esce dal pressing avversario, anche grazie a una buona capacità di difesa del pallone, completa
le caratteristiche tattiche che rendono Ismail un buon regista.

Un altro ruolo nel quale viene impiegato con costanza è quello di mezzala destra nel centrocampo a cinque posizione in cui è però costretto a giocare spesso col piede opposto al suo preferito. Inoltre in questa posizione Ismail non riesce a essere incisivo poiché gli sono richiesti movimenti troppo dispendiosi dal punto di vista atletico che non rientrano nelle sue caratteristiche e così gli allunghi in profondità alle spalle del difensore sono rari e poco convinti.
Qualche miglioramento negli inserimenti in area sui cross dal fondo dei compagni ma anche in questo caso non riesce a essere deciso e decisivo nei suoi tentativi in area avversaria. Ma il ruolo nel quale H’Maidat riesce a esprimere meglio tutto il suo potenziale è quello di trequartista, meglio se in un modulo che gli consenta di giocare leggermente più largo sulla fascia destra per poi convergere verso il centro del campo- Infatti anche quando viene schierato da trequartista puro alle spalle delle due punte, Ismail preferisce smarcarsi allargandosi, come dimostrato dalle statistiche sulla copertura del campo che posizionano nell’area di centro-destra nei pressi del cerchio di centrocampo il 49% delle azioni svolte dal giovane olandese, trovando così più spazio e il tempo necessario per elaborare la soluzione migliore per fornire
l’assist decisivo al compagno. Diventa veramente importante la giocata che H’Maidat riesce a realizzare nei pressi dell’area di rigore avversaria a difesa schierata dimostrando creatività e un piacere nella rifinitura difficilmente riscontrabile
in un giocatore così giovane.
Decisiva invece la giocata in transizione positiva che Ismail riesce a realizzare mettendo il compagno davanti al portiere avversario grazie al maggior spazio che si crea alle spalle dei difensori e alla maggior tranquillità trovata non essendo pressato.

PROFILO TATTICO DIFENSIVO

Decisiva invece la giocata in transizione positiva che Ismail riesce a realizzare mettendo il compagno davanti al portiere avversario grazie al maggior spazio che si crea alle spalle dei difensori e alla maggior tranquillità trovata non essendo pressato.
Le qualità difensive di H’Maidat si manifestano nell’87% di positività nelle intercettazioni a terra dato possibile grazie a un ottimo senso della posizione che gli permette di recuperare 16 palloni per poi riproporli in chiave offensiva.
Non molto impiegato nella fase di pressing, sicuramente per scelta del proprio allenatore, riesce comunque a recuperare 3 palloni nella metà campo della squadra avversaria grazie al pressing ultra-offensivo portato sul terzino avversario. Purtroppo i limiti di Ismail nella fase difensiva emergono nelle marcature in movimento indispensabili per un centrocampista. Infatti non segue il movimento in profondità dell’esterno avversario lasciando davanti a sé pericolosi spazi attaccabili con facilità. Inoltre fatica anche nel marcare gli inserimenti nella propria area di rigore dimenticandosi letteralmente del proprio avversario che così si ritrova solo in posizione decisamente molto pericolosa.

PROFILO PSICOLOGICO

H’Maidat è un giocatore che ama particolarmente i preziosismi, spesso tocca la palla di suola e si esibisce in colpi di tacco o passaggi no look, mostrando buona intraprendenza che non deve però sfociare in supponenza e superficialità. Inoltre è assolutamente necessario che accresca il proprio agonismo e la propria concretezza così come ha bisogno di migliorare nello spirito di sacrificio, essenziale per rincorrere gli avversari in fase difensiva, e non sminuire quelle caratteristiche da leader che si intravedono nella frequenza con cui cerca la giocata risolutrice a favore del compagno.

 

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