Mario Pugliese è pronto a fare il salto definitivo tra i grandi. 

L’Italia Under 17 ha fatto vivere grandi emozioni a coloro i quali, nel maggio scorso, seguirono le loro partite in tv, durante l’ultima edizione dei  passati europei. Tra i giocatori che più si misero in mostra (oltre all’ormai notissimo Simone Scuffet) ci fu Mario Pugliese, di proprietà dell’Atalanta.
La scuola calcio FC Oliviero a Torre Del greco è la prima squadra in cui milita. Nel 2003 la famiglia si trasferisce al Nord per esigenze lavorative del papà di Pugliese, Oreste.

BorgoOlimpar ed Arona sono le due società in cui gioca nel territorio del novarese, mentre nel 2008 si accasa ai Soccer Boys, scuola calcio di Turbigo (paese al confine tra la provincia di Novara e la Lombardia) che ha lanciato nel grande calcio giocatori come Maccarone, Parolo, Accomazzi e Baccin (che ha militato anche tra le fila della Juventus).

Nel GS Soccer Boys Mario Pugliese milita per due stagioni: la prima (2008/2009), nella categoria Giovanissimi Provinciali, dove realizza 25 reti nel ruolo di attaccante, la seconda (2009/2010), nella categoria Giovanissimi Regionali, dove realizza 15 reti nel ruolo di centrocampista/trequartista. L’Atalanta lo tessera l’anno successivo, dopo le grandi prestazioni nei Soccer Boys.

Il primo anno è nei Giovanissimi Nazionali, con il ragazzo che si dimostra molto valido, tanto da meritare il passaggio di categoria negli Allievi Nazionali l’anno successivo (sotto età).
L’annata non è granchè positiva a livello di squadra, molto meglio l’anno successivo, con l’Atalanta che non accede alle finali playoff perché sconfitta agli spareggi dall’Empoli, futuro vice-campione d’Italia.

Gli osservatori delle nazionali giovanili azzurre lo considerano da sempre un giocatore formidabile, tanto che dall’Under 16 in poi non ha mai saltato una convocazione.
I primi scenari importanti affrontati sono stati il Winter Tournament 2011 in Israele ed  il Torneio Internacional da Holanda 2012, in cui l’Italia riesce ad imporsi per la prima volta nella sua storia (con Daniele Zoratto in panchina).

La stagione 2012-13 lo vede in azzurro con i panni da grande protagonista. Venti presenze con la maglia della nazionale Under 17, con una cavalcata europea straordinaria, fermatasi ai calci di rigore grazie alle parate del fortissimo portiere Mitryuschin (attuale secondo portiere dello Spartak Mosca).

Pugliese realizza il gol fondamentale per il passaggio del turno  contro l’Ucraina e timbra il cartellino anche in semifinale, dove gli azzurri sconfiggono la Slovacchia padrona di casa. L’anno dopo è un ulteriore tappa del suo percorso di calciatore.

Il primo anno di Primavera va a gonfie vele, con l’Atalanta che arriva a qualificarsi per le finali scudetto in Romagna (Rimini e Santracangelo le sedi delle partite). Nella stagione regolare cinque gol in diciotto presenze, un bottino davvero buono , a cui si aggiungono tante buonissime prove anche in ruoli che fino a quest’anno non gli erano propri (esterno destro di difesa o di centrocampo, a tratti addirittura ala nel tridente).

Il giorno più emozionante della sua stagione credo sia stato senza dubbio il debutto tra i grandi. 4 dicembre 2013, quarto turno di Coppa Italia, l’Atalanta affronta il Sassuolo per accedere alla sfida col Napoli negli ottavi.

Mario Pugliese e Barba (oltre ad Olausson, Parigi e Varano in panchina) sono schierati in campo da Colantuono ed entrambi hanno un impatto abbastanza felice. Pugliese parte con un primo tempo di difficoltà, poi si sblocca e riesce a giocare con più libertà sulla corsia di destra (nei duelli uno contro uno si frappone a Reto Ziegler). Crescendo minuto dopo minuto, realizza l’assist per la prima (e finora unica) rete di Moussa Kone (cresciuto proprio sui campi di Zingonia) con la maglia dell’Atalanta. Questo è avvenuto circa un mese dopo l’eliminazione dell’Under 17 dal Mondiale, in cui abbiamo visto un’Italia non eccezionale da cui ci si poteva aspettare un po’ di più (uscita agli ottavi sconfitta dal Messico e con prestazioni poco di qualità e tante delusioni dal punto di vista dei singoli, con Pugliese autore di un normale torneo, senza tuttavia ripetere le prestazioni eccezionali dell’Europeo).
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Pugliese è il classico centrocampista capace di abbinare quantità e qualità nel proprio stile di gioco. Destro naturale, vedendolo giocare si nota come possa avere diversi margini di miglioramento, soprattutto la precisione in alcuni frangenti della partita.

Da giovane sembrava poter andare verso una carriera da regista davanti la difesa, mentre col tempo ha sempre più giocato da mezzala. Quest’anno si è poi già sacrificato in ruoli di terzino o centrocampista esterno (ruolo in cui ha giocato anche nell’esordio in prima squadra).

Dotato di una grandissima intelligenza tattica, Mario Pugliese è un punto di riferimento continuo per i compagni ed è caratterizzato da forte rabbia agonistica e buona personalità. 

Molti dicono di lui che è uno dei 96 più interessanti dell’intero panorama italiano, noi ci sentiamo di dare loro ragione in toto.

Nome: Mario
Cognome: Pugliese
Data di nascita: 26 marzo 1996
Luogo di nascita: San Giorgio a Cremano
Ruolo: Centrocampista
Ricorda: Arturo Vidal