La Juventus ha ufficializzato il rinnovo di Destiny Elimoghale, attaccante classe 2009. Il nuovo accordo scade il 30 giugno 2029. Per un giocatore così giovane, una scadenza a lunga distanza consente al club di programmare con tranquillità e al ragazzo di crescere senza pressioni sul fronte contrattuale. È una scelta coerente con la linea bianconera: trattenere per tempo i prospetti più promettenti prima che il mercato si faccia avanti.
Cresciuto nel vivaio, categoria dopo categoria
Elimoghale veste i colori della Juventus da bambino e ha completato l’intera trafila del settore giovanile, fino a raggiungere prima l’Under 17 e poi l’Under 20. Un percorso interamente interno, che pesa nella valutazione del club: la società conosce il ragazzo dal punto di vista tecnico e umano e ha costruito la sua crescita in prima persona. Il rinnovo arriva quindi come naturale conseguenza di anni di lavoro.
Il salto con la Next Gen
La stagione 2026/27 ha portato il cambio di passo più netto. Elimoghale ha esordito con la Juventus Next Gen ed è arrivato a 10 presenze tra campionato e Coppa Italia di Serie C. Il dato conta soprattutto per il contesto: la Serie C mette alla prova i giovani contro avversari adulti, in partite dove fisicità e ritmo sono diversi da quelli del campionato Primavera. Per un classe 2009, accumulare minuti a questo livello significa bruciare le tappe.
La prima convocazione con i grandi
Il passaggio più simbolico è datato 17 settembre 2026. In quella data Elimoghale ha ricevuto la prima convocazione in prima squadra, per la gara contro il NEC, valida per la prima giornata della League Phase di Europa League. Il fatto di essere stato inserito in una lista europea racconta la considerazione di cui gode nello staff, anche se la convocazione è solo un primo assaggio dell’ambiente.
Cosa aspettarsi ora
Il rinnovo fissa la direzione: Elimoghale continuerà a dividersi tra Next Gen e prima squadra, con la Serie C come palestra e gli allenamenti con i grandi come obiettivo. La crescita resta graduale, senza forzature, ma con un traguardo preciso: trasformare le convocazioni in opportunità concrete sul campo.



















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