Dopo 14 anni all’Inter, prima da giocatore e poi da allenatore nel settore giovanile, Samir Handanovic ha deciso di interrompere il proprio percorso con il club nerazzurro. Alla base della separazione c’è una divergenza di vedute sulla gestione della Primavera e, in particolare, sull’utilizzo dei giocatori dell’Under 23.
L’ex portiere ha raccontato a Il Giornale come si è sviluppata la situazione, spiegando di aver ricevuto dall’Inter una proposta per guidare la Primavera, ma di non aver condiviso alcune condizioni legate alla composizione della squadra.
La proposta dell’Inter per la Primavera
Il contatto tra Handanovic e il club era avvenuto già a marzo. L’idea di affidargli la Primavera rappresentava per lo sloveno una possibilità concreta per proseguire il proprio percorso da allenatore all’interno dell’Inter.
Lo stesso Handanovic ha spiegato: «Mi avevano offerto la Primavera, era un’opportunità di crescita, avrei accettato, ma volevo giocare col mio gruppo».
La sua intenzione era infatti quella di continuare a lavorare con i ragazzi che aveva seguito nel settore giovanile, includendo anche alcuni giocatori sotto età, con l’obiettivo di costruire un percorso di crescita coerente durante la stagione.
Il nodo dei giocatori dell’Under 23
La principale distanza con l’Inter sarebbe emersa proprio sulla gestione della rosa durante le partite. Handanovic avrebbe voluto schierare il gruppo allenato durante la settimana, mentre il progetto prospettato dal club prevedeva anche l’impiego in Primavera di calciatori dell’Under 23 rimasti fuori dalle convocazioni o senza minutaggio in Serie C.
Una situazione che l’ex capitano nerazzurro non ha condiviso, criticando apertamente quella che considera un’abitudine diffusa nel calcio giovanile italiano.
«Nei settori giovanili italiani c’è un’abitudine sbagliata», ha spiegato Handanovic, aggiungendo: «Se non sei buono per giocare in Serie C, perché devi farlo con la Primavera?».
Il punto, dunque, non sarebbe stato semplicemente legato alla scelta di alcuni giocatori, ma alla filosofia con cui affrontare il lavoro nel settore giovanile.
La decisione di lasciare l’Inter
Di fronte alla mancata condivisione della sua impostazione, Handanovic ha scelto di farsi da parte e di non accettare l’incarico.
«Il club non ha accettato il mio principio, così mi sono fatto da parte», ha raccontato lo sloveno. Una decisione che ha chiuso un rapporto durato complessivamente 14 anni, ma che non è stata accompagnata dalla possibilità immediata di trovare una nuova sistemazione.
Handanovic ha infatti sottolineato il rammarico per aver ricevuto la comunicazione definitiva soltanto a giugno: «Peccato averlo saputo a giugno, quando non c’era più tempo per trovare un altro posto».
Il futuro da allenatore
L’addio all’Inter non cambia però i programmi di Handanovic. L’ex portiere vuole proseguire il proprio percorso in panchina e ha confermato di essere ormai orientato verso un’esperienza con una prima squadra: «Fra due settimane faccio l’esame Uefa Pro, credo di essere pronto. Ho voglia di lavorare con i grandi», ha dichiarato.
Dopo l’esperienza maturata all’interno del settore giovanile nerazzurro, Handanovic guarda quindi alla prossima opportunità professionale. L’addio all’Inter arriva al termine di una fase importante della sua formazione da allenatore, ma anche dopo una scelta precisa: non rinunciare alla propria idea di crescita dei giovani.



















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