Il Santos degli ex milanisti Robinho e Ricardo Oliveira ha alzato ieri la coppa Paulista battendo in finale il Palmeiras. Il team brasiliano allenato da Marcelo Fernandes si è formato associando un mix di giocatori esperti, come i due citati, a giovani dalle ottime speranze cresciuti nel vivaio . Combinazione che si è rivelata vincente, considerando anche l’opportunità di mettere in vetrina i cosiddetti meninos da Vila, ovvero i talenti, in certi casi veri e propri gioielli, delle giovanili del Santos, permettendogli così di salire alla ribalta sul panorama nazionale brasiliano.

Il più prezioso è sicuramente Gabriel Barbosa, detto anche Gabigol, doveva essere la rivelazione del Sub 17 ma alla fine è stato impegnato raramente, incidente di percorso per colui che sembra essere designato a erede di un certo Neymar Junior. Classe 1996 e tecnica da vendere, il mancino naturale aumenta la caratura di questo diamante ancora grezzo, ma che se ben lavorato potrà rivelarsi un vero e proprio fenomeno, oltre ad una considerevole fortuna per le casse del Santos.
Meno conosciuto è Cajù, terzino sinistro classe 1995, come tutti i terzini di origine brasiliana privilegia la fase offensiva a quella difensiva, dribbling e finte unite alla tendenza di attaccare e condite da un fisico degno di nota fanno di lui uno dei migliori talenti delle giovanili del Santos.

Dopo aver visto l’attacco e la difesa è d’obbligo passare in esamina i futuri centrocampisti dei Peixe, e i nomi che saltano subito all’occhio sono due, ovvero: Allison e Lucas Otavio. Se si potesse fare un paragone, con le dovute precauzioni e i giusti rapporti, li accosterei in piccolo al centrocampo che ha fatto la fortuna di Ancelotti e del Milan, ovvero Gattuso e Pirlo. Il primo, classe 1993, è puro agonismo associato a tempismo nei contrasti e marcature asfissianti, occasionalmente è stato spostato anche al centro della difesa, ma è in mediana che riesce a dare il meglio. Lucas Otavio invece è l’opposto, regista tecnico con quella visione di gioco che pochi a quell’età hanno, 20 anni per la precisione, in grado di mettere i compagni in campo a proprio agio con quella tranquillità di chi sa assumersi le proprie responsabilità con il pallone tra i piedi.