Alla scoperta del giovane Shkodran Mustafi, difensore classe 1992, divenuto punto fermo della Sampdoria e delle giovanili della Nazionale tedesca.

Tra le note positive della passata stagione di serie A, e tra quelli che quest’anno, in un inizio difficile, stanno confermando il proprio valore nella Sampdoria, spicca sicuramente il nome di Shkodran Mustafi. Il sito ufficiale della formazione ligure lo descrive con:”Nome, cognome e origini albanesi, passaporto tedesco, curriculum inglese. In sostanza mentalità europea con evidenti influenze musulmane. Insomma, un bagaglio culturale e calcistico interessante oltre che vasto. E leggendo la data di nascita (1992), vien da dire:”Scusate se è poco!”.

Piede destro, preciso in copertura, puntuale nelle chiusure difensive sia di testa che di piede, aiutato da un fisico non indifferente. Difensore centrale, all’occorrenza terzino più di copertura che di spinta.

Gli inizi di Shkodran sono prima Bebra e poi a Rothenburg, per poi accasarsi nella squadra della Venezia del Nord: Amburgo. Qui segue tutta la trafila delle giovanili, Under17 e Under19, facendosi notare dagli osservatori dell’Everton. Così, nell’estate del 2009, Mustafi stacca un biglietto di sola andata per Liverpool e va a giocarsi le sue chances in Premier League. La gavetta nelle giovanili continua anche in Inghilterra per tre anni, ma intanto, a pochi mesi dall’acquisto, arriva anche una piccola soddisfazione tra i grandi: il 17 dicembre arriva la convocazione per il match casalingo di Europa League contro il Bate Borisov, e il giovane tedesco assaggerà il prato di Goodison Park nel quarto d’ora finale della partita poi persa 0-1. Come detto, anche nel Regno Unito la carriera di Mustafi scorre lungo le fila delle giovanili.

Nel gennaio del 2012, però, c’è un colpo di scena : un’intuizione dell’allora direttore sportivo della Sampdoria, Pasquale Sensibile, lo porta a Genova a titolo definitivo con un contratto fino al 2016. La concorrenza in quell’anno di Serie B è però spietata: il capitano Gastaldello e il compagno di reparto Rossini sfoderano prestazioni di rilievo, e il difensore si ritrova ad osservare la propria squadra dalla panchina fino all’ultima giornata di campionato, l’ininfluente Varese-Sampdoria (terminata con il punteggio di 3-1), in cui Iachini schiera tutte le seconde linee in vista dei vicinissimi play-off per la promozione in Serie A.

Con la risalita e l’arrivo di Ciro Ferrara sulla panchina blucerchiata, Mustafi inizia a guadagnare terreno nelle gerarchie del blocco difensivo, debuttando da titolare a metà novembre nella trasferta con il Palermo persa 2-0. Una settimana dopo, però, a mezzora dall’inizio del derby della Lanterna, giunge la notizia che spiazza tutti : tra i titolari figura ancora lui, schierato come terzino destro. Stavolta l’esito è di gran lunga migliore : la Sampdoria schianta il Genoa con un sonoro 3-1, e il tedesco incarna quello spirito che ogni tifoso vorrebbe vedere nella stracittadina : grinta, aggressività, corsa, se necessario irruenza, voglia di lottare su tutti i palloni.

L’atteggiamento mostrato, così come le prestazioni continuamente in crescendo, gli valgono la conferma come terzino destro con Ferrara, ma pure nella difesa a 3 di Delio Rossi quando il predecessore viene esonerato, e a fine campionato il giovane conta già 17 presenze alla prima stagione in tra i grandi. Poteva mancare il gol ? Certo che no. In questo inizio di stagione, Mustafi conserva il suo posto da titolare, dimostrandosi una nota lieta nel difficile inizio del Doria. Siamo al 26 ottobre, e i blucerchiati in casa non hanno ancora vinto una partita. Ma ecco che nella ripresa, su azione di calcio d’angolo, il giovane svetta sul primo palo e dirige la palla in rete. Lo stadio esplode, e Shkodran regala i primi tre punti alla Samp tra le mura amiche.

Oltre a quanto fatto vedere nei vari club tra Germania, Inghilterra ed Italia, è bene tener conto anche del fatto che Mustafi ha seguito tutta la trafila delle giovanili della Nazionale tedesca. L’Under 16, 17, 18, 19, 20, e ora 21, hanno tutte avuto tra i vari componenti il difensore di origini albanesi, ed oltre a beneficiare delle sue solide prestazioni in difesa, si sono avvalse dei suoi gol (10 in totale, buon numero per uno della retroguardia) e della spiccata personalità che l’ha portato a indossare nell’Under20 la fascia di capitano per lungo tempo.

Se le prestazioni saranno ancora di questo livello, e oltre alle sopracitate qualità Mustafi persevererà con quest’umiltà e questo spirito di sacrificio, la chiamata nella Nazionale maggiore non tarderà ancora per molto. Certo, davanti a lui ci sono dei grandi giocatori come Jerome Boateng, Mats Hummels, Per Mertesacker e via dicendo, ma l’età è sicuramente dalla sua parte.