Talent Scouting: passiamo alla pratica

Dopo l’articolo introduttivo dedicato al talent scouting (che trovate a questo indirizzo), passiamo alla seconda parte. Come deve effettivamente agire un talent scout? Cosa vede un buon talent scout rispetto a tutti gli altri? Approfondiamolo insieme. Si ringrazia ancora il talent scout Luigi Esposito per il suo contributo.

Talent Scouting: osservazione mirata e pazienza

Una volta individuato il giovane calciatore, il Talent Scout deve osservarlo più volte in partita e in allenamento, tenendo conto, come abbiamo detto, del contesto, del livello della squadra avversaria e dei suoi compagni.

Dovranno essere valutate, oltre alle caratteristiche tecnico-tattiche in gara, anche il modo in cui si allena, la volontà di migliorare, l’applicazione, lo spirito di sacrificio, quindi testare il suo processo di maturazione.

Anche il comportamento dei genitori durante la gara se presenti fa parte delle cose da osservare e da annotare, cosi come le informazioni sulle abitudini extracalcistiche del ragazzo.

Talent Scouting: la mediazione del talent scout

L’obbiettivo finale di un Talent Scout è quello di segnalare il giovane calciatore al Club (o attraverso Procuratore), che più si avvicina alle sue caratteristiche di gioco, sulla base di informazioni ricevute grazie ad un lavoro preventivo con i vari responsabili dei settori giovanili durante tutto l’anno.

Gli addetti ai lavori dei vari Club professionistici dovranno essere bravi creare il progetto più idoneo per i giovani calciatori. Dovranno tener presente della loro giovane età e del fatto che molti di loro si stanno formando caratterialmente e fisicamente. La maggior parte dei Club professionistici su questo sono molto preparati ed hanno a disposizione professionisti seri e preparati.

Talent Scouting: attenzione al talento inespresso

Altra cosa che rende bravo e completo un T.S. è individuare il giovane calciatore di prospettiva con buon potenziale ma in ritardo tecnicamente. Questo è dovuto a motivi di adattamento al nostro calcio, perché proviene da altra nazione o semplicemente ha soltanto iniziato a giocare in ritardo.

Inoltre capita spesso che gli allenatori per cause diverse (scelte tattiche, infortunio, squalifiche etc.) adattano i calciatori in ruoli diversi dalle attitudini naturali del ragazzo. In tal caso bisogna prestare molta attenzione e capire bene il potenziale del giovane calciatore prima di dare un giudizio affrettato.