A Mönchengladbach lo spogliatoio della prima squadra del Borussia e quello dell’under-19 sono nello stesso corridoio. Tra una porta e l’altra, sul muro ci sono appese diverse maglie. Tra queste c’è anche la numero 15 di Louis Beyer. Il difensore classe 2000 l’ha meritata perché è stato uno dei giocatori che passati per il settore giovanile è arrivato fino a far parte della prima squadra. E, come vuole la tradizione del Borussia, ha visto la sua maglia appesa nel corridoio forse più importante del club.

L’esordio in Bundesliga del giovane nativo di Kempen è arrivato il 25 agosto 2018 nel derby del Reno (uno dei tanti) tra il Gladbach e il Bayer Leverkusen. Con Lang ed Elvedi fuori causa, Dieter Hecking ha voluto scommettere sul diciottenne. L’anno scorso non era andato oltre a due gare in panchina. Una settimana prima si era divertito in Coppa di Germania contro l’Hastedt, squadra di quinta divisione seppellita di goal dai Fohlen nel primo turno di DFB-Pokal. Un test poco probante, anche se ha rappresentato per Beyer la prima uscita ufficiale tra i professionisti.

Louis Beyer

Si era già fatto un buon nome nelle Under tedesche, ma il suo impatto con la Bundesliga è stato comunque piuttosto sorprendente. Ha giocato sia da terzino destro che da centrale di difesa, dati gli infortuni di Lang, Elvedi e Ginter in diversi momenti della stagione. Beyer ha sempre risposto presente, senza soffrire particolarmente in nessuna delle due posizioni. Ha il fisico per giocare in mezzo e la tecnica e la gamba per partire da destra, ragion per cui Hecking lo ha schierato in entrambe le posizioni in momenti diversi della stagione e lo ha anche pubblicamente elogiato più volte.

Un attestato di stima importante per un classe 2000, ancora alle prese con le mancanze che caratterizzano naturalmente un ragazzo della sua età. Deve migliorare il posizionamento e non si spinge troppo in avanti per ora, ma è anche questione di esperienza e di conoscenza dei tempi. 10 partite tra i professionisti in fondo sono ancora troppo poche per capire davvero che strada possa prendere, ma sicuramente la partenza è stata più che positiva. 

A Mönchengladbach riconoscono anche il suo impegno: spesso si allena con l’under-19, poi a fine allenamento si sposta sull’altro campo, dove c’è la prima squadra. E svolge immediatamente un’altra sessione, a ritmi anche più sostenuti.

Anche da questi dettagli si percepisce che Louis Jordan Beyer, come da nome completo, è partito con il piede giusto. Jordan è il suo secondo nome, ma è quello con cui preferisce essere chiamato, anche perché suo padre lo ha scelto in onore di Michael Jordan. Conta il cognome, Beyer. Un rimpianto per il Fortuna Düsseldorf che lo ha perso a 15 anni, una soddisfazione per il Gladbach che se lo gode e ha deciso di puntarci.

Louis Beyer

Beyer

Già nel febbraio 2018 Louis Beyer è stato aggregato alla prima squadra dopo aver sostenuto diversi allenamenti. Il 18 si è seduto in panchina contro il Dortmund al Borussia-Park. Non è entrato, ma ha raccontato comunque la sola emozione di “riscaldarsi davanti a 50mila persone”. Poi ha aggiunto: “Quando in spogliatoio è entrato Marco Reus per salutare i suoi amici e si è seduto a fianco a me è stato un po’ strano…”.

L’impressione gli dovrebbe essere passata in fretta, visto che lo scorso dicembre Reus e Beyer si sono trovati l’uno di fronte all’altro in campo al Westfalenstadion (dove le persone sono 80mila e non più 50mila). Il Gladbach si è arreso per 2-1, ma il classe 2000 è riuscito comunque a non sfigurare. Poi dopo un lungo periodo fuori dal giro ha ritrovato il posto e chiuso la stagione in crescendo, dopo aver sperimentato anche la Regionalliga con la seconda squadra dei Fohlen. 

Per l’anno prossimo però non c’è Gladbach II che tenga. Le intenzioni sono chiare: Louis Beyer vuole diventare un punto fermo del nuovo Borussia di Marco Rose che nascerà in estate. Vista l’affinità del tecnico con i giovani, il numero 15 ha tutto il diritto di pensare in grande. Perché prendersi dello spazio un corridoio non gli basta di certo.