Nasce oggi la rubrica dedicata ai migliori giovani calciatori, dal 91 in poi, della Serie A.

In questa Italia che, calcisticamente e non, sta passando un periodo un po’ difficile, riuscire a trovare un po di speranza per un domani non è mai male. Migliaia, ma anche milioni di ragazzi, di ogni età, ogni giorno danno un calcio ad un pallone, sperando magari che sia quello buono per diventare come i loro idoli. In pochi, in percentuale, riescono a fare di questa passione un lavoro  e qualche volta riescono ad uscire fuori, ad apparire che sia una giocata, una chiusura decisiva o proprio un gol! E allora celebriamo, o semplicemente andiamo a conoscere meglio, questi ragazzi che hanno fatto parlare di loro in qualche modo.

Oggi vi vogliamo parlare di 3 calciatori che si sono distinti in questa ventiseiesima giornata di calcio: Federico Barba, Mbaye Niang e Nicolas Lopez.

 

FEDERICO BARBA (1993): Ragazzo classe 1993, nasce a Roma il 1 settembre. Calcisticamente muove i primi passi nella scuola di Totti, l’Axa Calcio. A 7 anni passa nella Cisco Roma dove starà fino al 2008, anno in cui verrà acquistato dalla Roma. Qui inizia la sua carriera professionista che lo porterà a vincere un Campionato Allievi Nazionali e Campionato Primavera tutti con la maglia giallorossa. La prima squadra e i campi dei “grandi” li assaggia con il Grosseto in serie B e poi, dopo essere ritornato alla Roma, con l’Empoli, squadra cui milita tutt’ora in comproprietà con la Roma.

Federico è un centrale di difesa che all’occorrenza può spostarsi anche a sinistra giocando da terzino. 10 presenze nella massima serie condite da 2 gol, l’ultimo dei quali proprio domenica scorsa contro il Genoa. Il primo, quasi a farlo apposta, lo ha segnato alla Lazio, rivale di quella Roma per cui ha giocato da giovane! Difensore non esteticamente da strabiliare gli occhi, ma molto attento e in continuo miglioramento. Molto forte di testa, difatti i suoi due gol sono venuti proprio dal corner. Un’altra dote che lo contraddistingue è un ottimo anticipo che può far ben sperare per il futuro. Barba per ora non è titolare della difesa toscana, ma siamo sicuri che Sarri prenderà molto più in considerazione il capitolino. Anche in Nazionale il centrale Empolese ha 6 presenze con l’Under 19 ed è stato convocato con la Nazionale Under 21 contro la Spagna nel 2012, ma non ha debuttato.

Un ottimo prospetto per il futuro made in Italy, può crescere molto  anche bene, stando anche a cospetto di un tecnico come Sarri, allenatore ottimo con i giovani. Magari non sarà il giocatore più forte nel panorama giovanile, ma secondo noi, con il passare del tempo e continuando a migliorare come sta facendo, non faticheremo nel vederlo in una grande.

 

M’BAYE NIANG (1994): fisico possente, carattere ribelle, cresta e ottimi piedi. Non stiamo parlando di Mario Balotelli, ma bensì del neo genoano M’Baye Niang, francese di origini senegalesi. Appena compiuto 20 anni, il 19 dicembre scorso, l’ex Caen, sua squadra giovanile e con cui ha esordito in prima squadra, è arrivato in Italia tramite il Milan che nel 2012, viste le ottime prestazioni in Ligue 1, decide di credere in lui.

Con i rossoneri, però, fa parlare di sé più per vicende extracalcistiche, come quando è stato beccato senza patente dai vigili urbani e ha dichiarato di essere un suo compagno di squadra. Nel 2014 va in prestito al Montpellier, dove ha collezionato 4 gol. Ad agosto è tornato al Milan, giocando poco e nulla. Nel gennaio 2015 è approdato in prestito nel Genoa.

Qui inizia una nuova vita per la punta classe 94. Gioco spumeggiante, dinamico e attivo, ambiente perfetto per esplodere per il Balotelli francese. 3 gol in 6 gettoni con il grifone, ma già un comportamento da leader nell’attacco genoano. Assist, gol e colpi di classe che farà mangiare i gomiti a Inzaghi e Galliani.

Tecnica sopraffina mixata ad uno strapotere fisico fa si che Niang riesce ad imporsi tra le difese avversarie. Domenica appunto abbiamo assistito ad un gol del genere. Palla ricevuta da fuori area da Bertolacci, Niang in velocità è entrato in area saltando la difesa empolese e ha scaricato di potenza alle spalle di Sepe.

Il Milan però si sfrega le mani, vedendo quale giocatore sta uscendo fuori e cosa può avere in attacco per il domani. La qualità c’è, il fisico pure, speriamo che M’baye riesca a reggere anche mentalmente l’ottimo avvenire, perchè con i piedi può dire la sua.

 

NICOLAS LOPEZ (1993): El Conejo. Cosi viene definito Nico Lopez, uruguayano di Montevideo che corre velocissimo. Per questo il soprannome, oltre che i denti che ricordano Ronaldinho, perchè Nico è il classico sudamericano dal dribbling facile, dalla fragilità fisica incredibile e dalla classe innata.

L’Italia lo conosce grazie a Sabatini, che per i giovani sudamericani è il re incontrastato, che lo porta nel 2012 alla Roma. Ma nella capitale rimane sempre il talento inespresso anche se il suo esordio con la maglia giallorossa coincide anche con il suo primo, ed unico, gol romanista. Sembra poter nascere una stella, ma infortuni e altri prima di lui lo lasciano in panchina o li rimandano in primavera, dove aveva fatto scintille con 12 gol in 15 partite. Va in comproprietà all’Udinese dove vede un po’ più il campo e fa vedere di che stoffa è fatto facendo segnare più che bucare la rete. La stagione 2014-15 la passa in prestito al Verona, orfano di Iturbe, passato alla corte di Garcia. Proprio El Conejo l’indiziato numero 1 per sostituire Iturbe, anche se non è semplice. Però gioca e più gioca, più migliora sia fisicamente che tecnicamente prendendo dimestichezza con il pallone.

La velocità la sua arma migliore, l’imprevedibilità del gioco la sua specialità. Il tocco e la giocata sono pane quotidiano per l’uruguayano. 5 reti con la maglia del Verona quest’anno fino ad adesso, con il gol numero 5 segnato nei secondi finali della partita Milan-Verona finita 2 a 2. Gol siglato dopo una sponda di Juanito Gomez che ha spezzato la difesa rossonera e Lopez che, con grande velocità, ha portato il pareggio a San Siro.

Siamo sicuri che se continuerà a giocare cosi in maniera costante e decisiva, uscirà fuori un gran bel giocatore dai piedi raffinati. Si dovrà lavorare per irrobustire El Conejo, ma per la classe, il futuro è assicurato!