Si tratta di un argomento alquanto ostico, particolare, dalle mille sfaccettature, a prescindere da quanto viene previsto in senso stretto. In ogni caso il Codice di Giustizia Sportiva, prevede che alle società, ai loro dirigenti, ai loro tesserati, nonché ad alcune altre categorie particolari, è fatto divieto di intrattenere rapporti di abitualità o comunque finalizzati al conseguimento di vantaggi nell’ambito dell’attività sportiva, con i componenti degli Organi della giustizia sportiva e con gli associati dell’Associazione italiana arbitri (AIA). Inutile dire che la questione è a tutti evidente se si fa riferimento al conseguimento di vantaggi, ma il concetto di “rapporti di abitualità” da evitarsi in senso ampio è un problema alquanto complicato, dal momento che stiamo parlando di persone che si muovono tutte nel mondo del calcio, anche se con ruoli differenti. Si è pensato quindi di chiarire il problema nel modo seguente: sono vietate tutte quelle condotte mediante le quali si intrattengono dei rapporti frequenti e di natura amicale e/o similare con i soggetti facenti parte degli Organi di Giustizia sportiva e dell’AIA anche se non finalizzati a ottenere vantaggi di carattere sportivo. Qualche esempio? E’ vietato telefonare ai designatori arbitrali, andare a pranzo con arbitri o intrattenere con loro rapporti di comunicazione, chiaramente ormai comprendendo anche quelli via social, o conversare con loro in modo abituale  a prescindere da vantaggi o altro. Agli arbitri poi viene richiesto di seguire rigorosamente principi di lealtà, trasparenza, rettitudine, morale comune, ecc.

Qualche caso concreto: una decisione della Commissione Disciplinare Nazionale decise di punire un assistente arbitro con tre mesi di sospensione per aver intrattenuto in più occasioni colloqui telefonici con un tesserato di una società di Serie A, esprimendo peraltro considerazioni, valutazioni e commenti concernenti altri colleghi dell’AIA. Chiaro che ci sono casi ben più gravi, come pressioni da parte di dirigenti di società calcistiche per omettere alcune questioni dal referto arbitrale, ecc.  Tuttavia per il Codice di Giustizia Sportiva è sufficiente quanto detto più sopra per avere problemi.

 

Davide Venturini