Queste le parole di Giampiero Ventura, ct della Nazionale italiana, che ha parlato in conferenza stampa durante lo stage a Coverciano:

SU CALDARA E SUGLI EMERGENTI – “È successo che c’è il coraggio di iniziare, la differenza fra parole e fatti è abbastanza evidente. Un conto è dirlo, dall’altra è iniziare. Io ho i risultati, che devono essere prioritari, e poi una verifica del futuro. Ho preso un’iniziativa, quella di – adesso lo dico e non sarebbe da scrivere – parlare con tutti i presidenti, allenatori e società spiegando perché volevo fare questo. Ho trovato presidenti che mi incentivavano a farlo. Onere e onore di essere gratificato. Dico quasi tutti, ma questa è la differenza fra il dire e il fare. Poi il tempo dirà quanto di buono tutto questo produrrà. Caldara è uno dei promettenti di quel ruolo, ma abbiamo anche Rugani e Romagnoli. Stanno arrivando, quando Bonucci, Buffon o Barzagli abdicheranno avremo sostituti con una voglia feroce di continuità. Stiamo lavorando in questo senso”.

SU QUELLI NUOVI – “Lunedì sera non sentivi volare una mosca, oggi parlavano e scherzavano a tavola. Abbiamo cercato di dare dei concetti, ci siamo impostati dal punto di vista tattico. Molti nelle loro squadre hanno atteggiamenti diversi, si sono calati nella parte e la stragrande maggioranza si è calata benissimo. Abbiamo trasmesso delle cognizioni, un modo di stare e di essere, di leggere le situazioni, con margini mostruosi di miglioramento”.

SUI POSSIBILI SUCCESSORI – “Fossimo soli ti risponderei, io sto lavorando per l’Italia, è l’unico spirito che conta. Usando una parola piena di enfasi, anche per gli italiani. Con le competizioni c’è grande nazionalismo, più siamo competitivi più è gratificante. Io prima portavo l’esempio di Barzagli per come si allena, un ragazzo di 35 anni con una professionalità infinita. Oggi c’erano Gagliardini, Cataldi, Lapadula, Izzo… che erano anche nel gruppo Germania e hanno visto cosa significano professionalità e voglia, qual è la strada per diventare grandi protagonisti come Bonucci in questo momento. Non c’è un esempio verbale, ma uno pratico e di comportamento. Io sono molto soddisfatto. Cosa porterà non lo so, ma spero sia un inizio”.

SU GAGLIARDINI –  “Quando Marchisio ha dato forfait l’ho chiamato senza grandi dubbi, perché l’ho visto giocare due volte di seguito a Bergamo e mi ha dato la sensazione di un giocatore in crescita. Non sarà il titolare dei prossimi dieci anni, forse, ma sta migliorando molto. La gara con la Roma ha confermato che gli ha fatto bene stare qui, ha giocato con molta personalità. Ce ne sono alcuni che mi hanno obiettivamente sorpreso. Io ho l’obbligo della qualificazione, quindi non posso scherzare più di tanto, ma ci sarebbe da spaziare molto. Non si conoscevano fra di loro, questi ragazzi, sono qui da 48 ore… in due allenamenti e mezzo avevano già l’atteggiamento di squadra, con pregi e difetti. Non abbiamo fatto giocare Ciciretti e D’Alessandro, ma per come hanno lavorato era meglio tenerli fuori per evitare qualsiasi cosa, ma si sono arrabbiati perché avrebbero voluto. Il tempo dirà se quello che stiamo facendo avrà un senso”.

SULLE CONVOCAZIONI DALLA SERIE B E SULLA SPAGNA –  “I giocatori cadetti… ho preso Ciciretti che viene dalla Roma, è in B di passaggio e ha delle potenzialità da sviluppare. Ha delle caratteristiche che se dovessero mancare Berardi, Verde, perché non vederlo da vicino. Lo stesso discorso è per Cragno, piacevolissima sorpresa, mi ha stupito in positivo. Non entrerò in merito, ho solo una risposta alla domanda: avere un po’ più di calcio giocato nelle gambe, poi è venuto fuori un polverone per cui ho fatto due passi indietro”.