Su 33 gare giocate di cui 32 da titolare, 3 gol e 7 assist regalati ai compagni e una media voto di 6,40. Alla seconda stagione in carriera tra i professionisti, Sandro Tonali non smette di stupire. È proprio questo regista classe 2000 il motore di quel Brescia che sta dominando la Serie B. Un giocatore che è destinato a calcare ben altri palcoscenici nei prossimi anni e su cui ha già messo gli occhi il Ct azzurro Mancini. Questo il profilo del calciatore più vicino a Pirlo e Verratti visto su un campo di calcio negli ultimi anni

Sandro Tonali: gli inizi della carriera

Nato in provincia di Lodi, Sandro Tonali cresce nelle giovanili del Brescia come il suo idolo Andrea Pirlo. Completato il percorso con la Primavera, il lombardo esordisce in B con la maglia delle Rondinelle il 26 agosto 2017 contro l’Avellino. Seguiranno alcuni mesi a cavallo tra giovanili e prima squadra e l’ingresso in pianta stabile tra i titolari a partire da gennaio 2018.

Tonali si dimostrerà subito pronto. Nei 5 mesi successivi, i primi da professionista, metterà insieme 19 presenze (17 dal primo minuto) impreziosite da 2 gol e 2 assist. Niente male per un ragazzo appena maggiorenne. A stupire soprattutto la tranquillità messa in mostra in un ruolo, quello di regista davanti alla difesa, tra i più difficili del calcio moderno. Doti che non passano inosservate con le big del nostro calcio, Juventus, Roma e Milan in particolare, molto interessate.

Non è ancora tempo di Serie A, però, per Tonali. Prima va riportato il Brescia in Serie A. Missione quasi compiuta in questa stagione in cui il regista lodigiano è cresciuto ulteriormente e si è guadagnato la prima chiamata del Ct dell’Italia Mancini, pronto a inserirlo progressivamente nel suo progetto di rinnovamento della Nazionale.

Sandro Tonali: stagione da protagonista

Tonali si sta dimostrando un fenomeno di precocità. A differenza di Pirlo, di cui ricorda le movenze e l’aspetto fisico, il mediano del Brescia ha iniziato fin da subito davanti alla difesa mettendo in mostra doti di lancio e visione di gioco che sembrano ricalcare quelle del più illustre predecessore.

Abile con entrambi i piedi, a livello di cadetteria sta dominando il gioco. Per rendersi conto del suo impatto basta rivedere la recente gara contro la Salernitana in cui il Brescia ha confermato il ruolo di favorita e ha messo un ulteriore mattone verso la promozione diretta in A. Una gara in cui la regia di Tonali è stata allo stesso tempo essenziale e illuminante e che da un’idea del livello di maturità già raggiunto ad appena 19 anni.

In ottica Serie A, il palcoscenico in cui si svolgerà gran parte della sua carriera, Tonali dovrà lavorare su due aspetti del suo gioco. La capacità di trovare assist e passaggi filtranti a difesa schierata e gli smarcamenti. Proprio i movimenti senza palla saranno decisivi per la sua crescita. Sandro dovrà imparare a farsi trovare sempre nella migliore posizione per essere il punto di riferimento per i compagni e dovrà riuscire a eludere quelle marcature strette che il suo talento inevitabilmente attirerà.

Sandro Tonali: futuro al Milan?

Nonostante i difetti (minimi se pensiamo che stiamo parlando di un ragazzo di 19 anni con alle spalle un solo anno e mezzo di professionismo) siamo senza alcun dubbio di fronte a un talento raro nel panorama italiano degli ultimi 10 anni, un ragazzo con la testa sulle spalle e già molto maturo sul lato della personalità in campo e con voglia di prendersi responsabilità. Un giocatore che non tira mai indietro la gamba (ben 12 le ammonizioni rimediate in questa stagione) ma che sa già usare in maniera efficace il proprio fisico, sia nei contatti che nelle finte di corpo. Grande tifoso del Milan, Tonali sogna di ripercorrere le imprese dei suoi idoli rossoneri: Gattuso e lo stesso Pirlo. Il Diavolo dopo gli esperimenti Bakayoko e Biglia di quest’anno, non sempre convincenti, sembra tra le più vicine ad assicurarsi le sue prestazioni. Che sia pronto un altro lieto fine?