Non dev’essere stato facile portare per così tanto tempo un cognome del genere sulle spalle, sia nella vita ma sia soprattutto in campo. Quando sei figlio di un campione così tutti si aspettano molto da te e i paragoni sono sempre dietro l’angolo. La critica ti prende di mira, i confronti si fanno avanti prepotentemente, ma tu devi avere la testa sulle spalle e guardare solo te stesso. Devi pensare che tu sei tu, non dando retta a tutte quelle voci che se ascoltate ti farebbero senz’altro impazzire.
Questa è stata, almeno fino a ieri la vita vissuta da Enzo Zidane, che da quando ha deciso di giocare a calcio ha dovuto convivere con paragoni fuori portata.Un po’ come Giovanni Simeone più o meno, più o meno perchè Enzo è il figlio di Zidane, non di un semplice ma calciatore forte, ma di un campione assoluto, simbolo di classe e qualità. Enzo però non ha mai dato ascolto a queste voci, ha sempre fatto la sua strada, pensando di essere uno qualunque. Enzo non è Zizou, ma semplicemente Enzo, ed è solo con questo spirito di sacrificio che è riuscito ad arrivare li, a giocare ed allenarsi assieme a campioni del calibro di Bale e Cristiano Ronaldo.
Ed è proprio l’altro ieri, che Enzo è stato ripagato di tutti i suoi sacrifici, della sua tenacia e del suo saper tener la testa bassa. Entrato nella ripresa del match di Copa del Rey contro il Leonesa, debutto assoluto con i blancos, Enzo, ci ha messo solo 18 minuti per rendere l’esordio indimenticabile. Prima presenza e primo gol con la maglia del Real Madrid per lui, sotto gli occhi soddisfatti e compiaciuti del Papà che ha fine partita si è detto contento, sia come allenatore e sia come padre. Che dire, in bocca al lupo Enzo, continua Così!



















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