E’ stata la loro vittoria. La vittoria dell’enfants terrible di Simone Inzaghi. Milinkovic e Keita hanno firmato il derby di Coppa Italia della stracittadina romana. Proprio loro, due classe ’95 che grazie alle loro giocate hanno sconfitto quella squadra che dopo la vittoria per 1-3 a San Siro sembrava davvero imbattibile. Simone Inzaghi non è una novità che con i giovani ci sa fare. Lui ex allenatore della primavera conosce bene i ragazzi biancocelesti e non ha avuto paura a schierarli in una partita così delicata. Milinkovic ha giocato come un veterano, sembra che di derby ne abbia giocati a centinaia, anche se la sua carta d’identità dice che ha solamente 22 anni, compiuti appena qualche giorno fa. Lotta, corre, crea occasioni, recupera palloni ed è dominatore assoluto del centrocampo. Sergej adesso è un giocatore completo, il sergente sarà difficile da tenere a Formello il prossimo anno, visto che la Juventus ha già chiesto informazioni sul ragazzo.

LA CHIUDE KEITA

Keita invece ripaga la fiducia concessagli dall’allenatore biancoceleste. Lanciato nel secondo tempo al posto di uno sfinito Felipe Anderson per continuare a dare brillantezza al reparto, il senegalese ha ripagato a pieno l’allenatore, infliggendo il colpo di grazia agli uomini di Spalletti. Il classe ’95 appena entrato sembrava non aver preso troppo bene la panchina riservatagli, con il suo atteggiamento sembrava quasi svogliato nei primi minuti di gioco. Poi però la scintilla del senagalese. Lascia sul posto Manolas con una gran giocata, palla dentro e tap-in facile facile di Immobile. L’ex Barcellona sa essere decisivo anche a gara in corso, e lui è uno dei diversi giocatori in scadenza 2018, che molte big europee stanno corteggiando. Inzaghi ha più volte espresso che è fondamentale per la squadra, perché è un giocatore che fa riesce a fare la differenza sia dall’inizio che a partita in corso, vedremo se la società quest’estate riuscirà a blindarlo e a resistere agli assalti.

LA PRIMAVERA CHE AVANZA

Altre due note liete della serata sono stati Crecco e Murgia. Il primo è arrivato nell’ultimo giorno del mercato di gennaio quasi per caso dall’Avellino, per coprire il posto lasciato libero da Cataldi ceduto in prestito al Genoa. Buttato dentro dal suo ex mister della Primavera in una partita così delicata, non ha deluso le aspettative, contenendo le discese di Bruno Peres prima e di Perotti poi. Per il classe ’95 è stato il primo derby tra i grandi, e sicuramente per un giocatore cresciuto nella cantera biancoceleste e di fede laziale l’emozione e la gioia della vittoria sarà stata tantissima. Invece Murgia, anche lui cresciuto nel settore giovanile della società di Lotito, è entrato solamente nei minuti di recupero e sta trovando piano piano sempre più spazio. Simone Inzaghi ha preferito tenere lui a gennaio al posto di Cataldi, dimostrandogli tutta la fiducia di cui un ragazzo ha bisogno. Il 26 ottobre ha trovato anche il primo gol in Serie A nella trasferta a Torino finita 2-2. Inzaghi con i giovani ci sa fare, e non c’è da stupirsi se la Lazio è riuscita a dominare la Roma anche grazie alla loro freschezza e spensieratezza.