Settembre scorso per il calcio italiano è stato un mese difficile. L’eco delle parole di Filippo Cardelli e Moreno beretta non si è ancora spento. Il 18enne difensore della Lazio Primavera e il 23enne attaccante ex Sampdoria hanno deciso di lasciare il calcio e di farlo, non senza ragione, denunciando alcuni dei mali di questo mondo. Sono inquantificabili i ragazzi che in passato hanno compiuto la stessa identica scelta, pur avendo le possibilità e le capacità di proseguire la propria, ancora acerba, carriera da calciatore. Uno di questi è Ingazio Gattuso, ex trequartista delle giovanili del Palermo. Nel 2011, dopo aver fatto tutta la trafila, il calciatore decise di fare un provino in Belgio, con il Lierse: “Quell’estate segnò per me la fine di un percorso. In Belgio però non andò benissimo e senza dire nulla al mio procuratore decisi di tornare in Italia. Arrivarono diverse offere dalla Lega Pro, ma le mie ambizioni erano altre. Una delle caratteristiche che mi ha sempre contraddistinto, è quella di non scendere a compromessi con nessuno e in un mondo come quello del calcio, questa caratteristica mi è costata cara”. Eppure Gattuso in quella stagione fece ottime cose, guadagnando anche una certa fiducia negli occhi di Delio Rossi, allenatore della prima squadra. Gattuso, intervistato da Ilsolitocalcio, spiega come non avesse un bel ricordo del periodo in rosanero: “”Sarò sincero: della società del Palermo ho un bruttissimo ricordo. Premettendo che l’amore che provo verso la città e verso quei colori, tutt’ora, è immenso, non posso negare però che la mia esperienza sia stata fortemente negativa. Durante la mia trafila nel settore giovanile ho avuto degli allenatori che degli educatori avevano ben poco. E io ritengo che dagli 11 ai 15 anni i tecnici debbano essere soprattutto dei bravi maestri di vita. Poi, purtroppo,ho letto spesso sui giornali di come la malavita trovi in Italia terreno fertile nel settore calcistico. Il calcioviene infattconsiderato l’unica via di emancipazione da tante persone che vivono nel bisogno e nell’ignoranza. Il mondo del calcio mi ha formato però caratterialmente e ha contribuito alla mia crescita umana. Se dovessi tornare indietro, però, ascolterei i miei genitori e non andrei a giocare nel settore giovanile del Palermo calcio di allora“. Nonostante ciò, l’ex giocatore è rimasto legato ad alcuni compagni di squadra, alcuni ancora oggi calciatori, mentre altri no. Ignazio, intanto, si è fatto una nuova vita: si è laureato con 110 in Scienze della Comunicazione e adesso sta finendo la magistrale in “Organizzazione e Marketing per la comunicazione d’Impresa”. Insomma, il calcio non era tutto per lui. Ma del pallone qualcosa gli manca: “Il calcio mi ha dato tanto sotto  il profilo umano. Sono dell’idea che chi cresce in quell’ambiente poi è abituato a qualsiasi ingiustizia”. Infine, Ingazio Gattuso manda un messaggio a tutti quei giovani che hanno paura di abbandonare il calcio per non trovare fortuna altrove: “Comprendo benissimo come diventare calciatore sia il sogno di molti bambini. I calciatori sono dei privilegiatihanno fama,successo e tanti soldi. Però nella vita bisogna sempre camminare a testa alta. Iograzie anche all’apporto dei miei genitori, ho fatto la scelta di abbandonare quel mondo e in questi cinque anni ho avuto tante soddisfazioni, tra cui due lauree col massimo dei voti, la nomina ad assistente universitario per la materia Teorie e Tecniche della Comunicazione pubblicaall’Università di Palermo e la fondazione del movimento Lideanuova che mi permette di coltivare l’altra mia grande passione: la politica. Bisogna avere la capacità di crearsi altre prospettive di vita e cercare successo altrove, perché da una grande delusione, a volte, si possono trovare le forze per raggiungere grandi traguardi, con impegno e soprattutto onestà“. Un messaggio che non si può non condividere.