Quando una stagione si chiude con uno Scudetto e ne comincia un’altra con un salto nel calcio professionistico, qualcosa ha funzionato. È esattamente questa la parabola di Edoardo Sadotti, difensore classe 2006 della Fiorentina, che dopo aver alzato il trofeo di campione d’Italia Primavera ha scelto la strada del prestito per continuare a crescere: destinazione Alcione Milano, in Serie C.
Un’estate da seguire da vicino: Trento in pole, poi l’accelerata dell’Alcione
Le ultime settimane di calciomercato avevano suggerito una destinazione diversa. Il Trento, club abituato a investire su giovani di proprietà dei club di Serie A, era considerato la pista più concreta per Sadotti, con trattative già avviate e un accordo che sembrava alle battute finali.
L’Alcione Milano ha però cambiato le carte in tavola con uno scatto deciso, presentando una proposta capace di convincere sia la Fiorentina che il giocatore. Il club milanese, nato nel 2023 come progetto sportivo di lungo respiro e approdato in Serie C attraverso una promozione storica, si è imposto nella corsa con la rapidità tipica di chi non lascia spazio ai ripensamenti.
Chi è Sadotti: un difensore cresciuto con la fascia al braccio
Cresciuto interamente nell’Accademia viola, Sadotti si è distinto nel corso della propria formazione non solo per le qualità tecniche ma anche per la leadership dimostrata nelle Nazionali giovanili, di cui ha indossato la fascia da capitano. Un dettaglio che racconta di un giocatore capace di caricarsi responsabilità in contesti di pressione elevata, qualità rara in un difensore ancora diciassettenne.
La stagione appena conclusa è stata la sua più completa: 36 presenze con la Primavera della Fiorentina, arricchite da 4 gol e 1 assist, in un campionato vinto con pieno merito. Un rendimento da titolare fisso, costruito sulla capacità di occupare bene il campo, leggere il gioco con anticipo e garantire solidità al reparto difensivo viola nelle fasi più delicate della stagione.
Cosa rappresenta l’Alcione per la sua crescita
L’Alcione Milano non è un approdo casuale. Il club Orange — che dopo la promozione in Serie C si sta costruendo un’identità precisa, basata su giovani di qualità e ambizioni concrete — offre a Sadotti l’opportunità di confrontarsi per la prima volta con il calcio professionistico in un ambiente strutturato ma non opprimente. Una combinazione che, per un difensore ancora in formazione, può fare la differenza.
Il salto dalla Primavera alla Serie C è significativo su ogni piano: ritmi più intensi, duelli fisici con attaccanti adulti, gestione mentale di partite con pressione reale. Per un ragazzo che ha già dimostrato di saper gestire la fascia da capitano in Nazionale, l’impatto potrebbe essere più rapido del previsto.



















Non sono presenti commenti.