La Cina si è impadronita del calciomercato: da qualche sessione a questa parte, molti giocatori europei stanno emigrando verso l’Oriente in seguito a trattative lampo sia con i club che con i rappresentanti del giocatore stesso. Da Oscar a Tevez, passando per Witsel, Hulk ed il nostro Pellè, la Cina ha attratto giocatori di ogni Paese ma anche allenatori come Marcello Lippi, Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara. Il governo cinese, però, sempre molto attento allo sviluppo della Chinese Football Association, vorrebbe interferire in questo giro di affari multimilionario con una normativa volta a limitare l’utilizzo di stranieri e a valorizzare, invece, lo sviluppo dei giocatori locali.
Nonostante possa sembrare una novità per molti, in Cina esiste già un regolamento che tiene a freno le smanie di investimento dei club. Attualmente, soltanto 4 stranieri possono essere tesserati per una società, più uno che abbia la cittadinanza di un paese dell’Asian Football Confederation. Un numero già piuttosto esiguo. La normativa in procinto di essere approvata e messa in pratica alza a 5 il tetto degli stranieri in rosa, ma di questi soltanto 3 potranno giocare contemporaneamente; gli altri due dovranno essere tassativamente mandati in tribuna. Inoltre, ogni società dovrà convocare per ogni partita un minimo di 2 giocatori cinesi Under 23, di cui almeno uno dei quali dovrà essere schierato da titolare.
Senz’altro, questa riforma non inciderà in modo decisivo nelle scelte di mercato di una squadra: difatti, le modifiche rispetto al regolamento in vigore sono molto leggere. Vedremo ancora cifre astronomiche passare dalle casse di un club cinese a quelle di un club occidentale e soprattutto a quelle dei giocatori. Non è fuori luogo, tuttavia, che il governo cinese ritenga questa riforma soltanto un punto di partenza e che si impegnerà a regolarizzare ulteriormente il massimo campionato di calcio locale.



















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