Il vivaio viola continua a costruire il futuro mattone dopo mattone. La Fiorentina ha ufficializzato il primo contratto da professionista per Gianmaria Fei, portiere classe 2007 che nel corso di questa stagione ha saputo conquistarsi un posto di rilievo nelle gerarchie della Primavera gigliata. Un accordo che porta la firma del club toscano fino al giugno 2028 e che rappresenta un segnale chiaro: i talenti migliori del settore giovanile non si lasciano andare via.

Un percorso di crescita che parla chiaro

Nato il 15 aprile 2007, Fei è un portiere mancino con una struttura fisica già importante per la sua età. Il suo percorso nel mondo viola non è stato lineare: dopo aver maturato esperienza all’interno della cantera, il club ha deciso di mandarlo in prestito all’Affrico per dargli continuità e minuti nelle gambe. Una scelta che si è rivelata azzeccata: rientrato a Firenze, il giovane estremo difensore ha dimostrato di aver fatto tesoro di quell’esperienza, ritagliandosi spazio all’interno della formazione Primavera con prestazioni convincenti.

Diciassette presenze e la fiducia della società

I numeri stagionali di Fei raccontano una storia di crescita costante. In questa annata ha totalizzato 17 presenze complessive tra campionato Primavera 1 e Coppa Italia di categoria, confermandosi un punto di riferimento tra i pali. Numeri che hanno convinto la dirigenza ad accelerare i tempi per blindarlo, evitando che altri club potessero farsi avanti su uno dei profili più interessanti della sua generazione nel ruolo.

La Fiorentina punta sui suoi ragazzi

Quello di Fei non è un episodio isolato, ma si inserisce in una strategia precisa del club gigliato: valorizzare i talenti cresciuti in casa e legarli alla società prima che raggiungano la piena maturità. Un approccio che guarda lontano, nella consapevolezza che investire sui giovani oggi significa avere risorse preziose domani. Il contratto fino al 2028 apre scenari interessanti per il ragazzo, che avrà tutto il tempo necessario per continuare il suo percorso di crescita e, chissà, affacciarsi prima o poi nell’orbita della prima squadra.