Gennaro Tutino, fiore all’occhiello del settore giovanile del Napoli attualmente al Vicenza ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com.

PASSI IMPORTANTI DEL VIVAIO AZZURRO – “Qualcosa sta cambiando a Napoli con i giovani. Negli ultimi anni il vivaio ha prodotto giocatori come Lorenzo e Roberto Insigne, Sepe che gioca in Serie A con l’Empoli, ma anche Ciano, Izzo e Nicolao. Tanti calciatori in prestito in società importanti di Lega Pro e Serie B e questo è un segnale importante”.

IMPORTANZA DI GRAVA – “Mi ha saputo dare consigli sia quando giocava sia adesso da responsabile del settore giovanile. In campo era molto carismatico. Sa sempre come gestire le situazioni, conosce bene l’ambiente: è una presenza importante”.

QUELLA VOLTA CON BEHRAMI – “Già, volevo mettermi in mostra e una volta scartai due volte Behrami. ‘Non ci riprovare’ mi disse, però lo feci ancora e allora entrò duramente. Intervennero anche Cannavaro e Grava, ma con Valon ci chiarimmo subito, figurarsi: lui è uno che non molla un centimetro nemmeno in partitella ed è giusto così. C’è solo da imparare”.

LORENZO INSIGNE – Non è facile essere profeti in patria. Lorenzo è un ragazzo forte e già in queste ultime partite, come anche contro il Verona, ha dimostrato di essersi ripreso alla grande. Momenti no possono capitare”.

RIABILITAZIONE – “Sono riuscito ad accorciare un po’ i tempi e tra poco potrò rientrare già in gruppo. Sono al secondo mese di riabilitazione. A dicembre giocherò qualche partita con la Primavera per riprendere il ritmo in vista di gennaio”.

TANTI CONSIGLI DA CANNAVARO – “Era il capitano della prima squadra ed un punto di riferimento per noi ragazzi. Spesso ci dava consigli su come affrontare le partite”.

HAMSIK MOLTO CARISMATICO – “Fino a qualche tempo fa lo vedevamo tutti come un ragazzino. E’ cresciuto tantissimo. E’ molto carismatico al contrario di quello che si pensa. E’ il capitano e si fa sentire sia con la squadra che con i giovani. Sul campo fa paura, si ferma anche più tempo del necessario a provare i lanci. Ha ritrovato finalmente il gol al San Paolo e sono felice per lui”.

GLI INSEGNAMENTI DI CALLEJON – “Callejon invece mi ha insegnato a colpire la palla in un modo particolare, per angolare meglio la traiettoria”.

RAPPORTO CON BENITEZ – “E’ un grande allenatore dallo spessore internazionale. Con la Primavera avevamo cominciato ad adottare gli stessi metodi di allenamento e lo stesso modulo con il quale giocava la prima squadra. Dedica la maggior parte del tempo al lavoro con la palla. Sa lavorare con i giovani, li sa valorizzare. A Dimaro, ad esempio, mi sgridò perchè ero lezioso a centrocampo e in area provavo troppo la giocata. Mi disse: ‘Sei un talento, ma così ti rovini. Devi essere concreto, non strafare…”