Charlie Stillitano, presidente dello Spezia, è intervenuto nel podcast The Joy of Football per analizzare il momento del club e, più in generale, le difficoltà del calcio italiano nel valorizzare i giovani talenti.

Nel suo intervento, il dirigente ha evidenziato come la pressione dei risultati, soprattutto nei campionati come la Serie B, rappresenti un ostacolo concreto per la crescita dei ragazzi.

La paura della Serie C 

Stillitano ha spiegato con chiarezza il problema: “Si sente dire spesso che si spende tanto tempo nella tattica, con tanta disciplina nei settori giovanili. Tutto poi si perde ed è un problema storico: non si riesce a far giocare i giovani”.

Il presidente ha poi sottolineato il peso della classifica: “Guardate la B, ci sono sette squadre nuove ogni stagione e in questo modo è difficile far giocare i giovani. Ogni settimana almeno metà squadre giocano con la pressione di non finire in C”.

Una situazione che porta a scelte conservative: “Molti tendono a giocare con elementi di maggior esperienza, perché il sistema spinge a far giocare il capitano della nazionale bulgara o polacca invece di un ragazzo italiano? La risposta è semplice: non ci si può permettere di finire in C”.

Il caso Mascardi e la scelta dei veterani

Stillitano ha poi portato esempi concreti legati allo Spezia, evidenziando il paradosso della gestione dei giovani: “Abbiamo giovani come Romano, Comotto, Vlahovic e prima anche Jack. Sono tutti in prestito dalla Serie A, ma pochi in B li farebbero giocare oggi”.

Un riconoscimento anche per chi ha avuto coraggio: “I primi due sono molto bravi in potenza e a Donadoni va dato il merito di avere avuto coraggio di fare giocare”.

Ma la realtà attuale impone altre scelte: “Oggi, vista la situazione difficile, D’Angelo sceglierà i veterani. I bravi giocatori vanno fatti giocare”.

Infine, il caso emblematico: “Abbiamo uno dei portieri della Nazionale Under 21 italiana (Mascardi), ma poi il mio DS e il mio AD mi chiedono di comprare un portiere con maggiore esperienza”.


Un problema strutturale

Le parole del presidente dello Spezia mettono in luce una criticità profonda del sistema calcio italiano, dove la necessità di ottenere risultati immediati spesso limita lo spazio per i giovani.

Un equilibrio difficile, che continua a penalizzare la crescita dei talenti italiani.