Chi segue il Campionato Primavera, la Youth League o i tornei giovanili sa che negli ultimi anni gli stessi bookmaker che coprono la Serie A hanno iniziato a proporre quote anche su queste competizioni: un segnale che il calcio giovanile è entrato, seppur in modo marginale come vedremo, nel radar delle scommesse sportive italiane.

Per farsi un’idea di come sono strutturate le quote dei campionati giovanili un buon punto di partenza può essere quello di utilizzare risorse per il confronto tra bookmakers in modo da farsi un’idea dei palinsesti, delle promozioni ed anche delle opportunità che questa nicchia offre.

Lo stato attuale delle scommesse sul calcio giovanile in Italia

Il Campionato Primavera 1 e 2 non è più un’esclusiva per addetti ai lavori. Bookmaker come Eurobet, Snai, Sisal, 888sport, Planetwin365, pubblicano regolarmente le quote sulle partite delle formazioni Under 19 di club come Juventus, Inter, Milan e Roma. 

A livello internazionale la UEFA Youth League, la versione giovanile della Champions, viene coperta da oltre venti bookmaker italiani e comparata su piattaforme che aggregano le quote di più di 170 operatori nel mondo. Le nazionali giovanili Under 19, Under 20 e Under 21 restano invece più marginali nei palinsesti, con quote disponibili soprattutto in occasione degli Europei di categoria.

Il palinsesto racconta anche i limiti di questo mercato. Su una singola gara di Primavera 1 sono disponibili in media un’ottantina di mercati, dal risultato finale ai marcatori, comprese anche interessanti funzioni come il cash out scommesse: un numero comunque inferiore ai due o trecento mercati che si trovano tipicamente su un big match di Serie A o Premier League dove sono presenti anche

Secondo il ReportCalcio 2025 della FIGC, la raccolta complessiva delle scommesse sul calcio in Italia ha superato i 16,1 miliardi di euro, con un gettito erariale di 401,6 milioni: il valore più alto dal 2006. Sulla sola Serie A la raccolta mondiale sfiora invece i 34 miliardi di euro. 

L’ADM non pubblica un dato disaggregato specifico per il calcio giovanile, ma il numero contenuto di mercati offerti conferma che si tratta di una fetta ancora marginale rispetto ai campionati maggiori, riservata più agli appassionati di scouting che al grande pubblico.

Il problema etico: giusto scommettere sulle partite dei giovani?

Far scommettere adulti sulle prestazioni di ragazzi di sedici o diciassette anni, pagati a volte poche centinaia di euro al mese, solleva una domanda che precede qualsiasi discorso di mercato: è corretto trasformare in oggetto di scommessa le partite di chi non ha ancora completato la propria formazione sportiva né percepisce gli stipendi dei professionisti? 

Il rischio più immediato è quello di esporre calciatori economicamente vulnerabili a pressioni e tentativi di corruzione, come mostra bene il caso dell’operazione Penalty descritto più avanti.

Il fenomeno, però, non è certo un’esclusiva italiana. La UEFA Youth League viene quotata da centinaia di bookmaker in tutta Europa, la Premier League 2 e le academy inglesi hanno mercati dedicati da anni, e lo stesso vale per le giovanili di Bundesliga e Liga. 

Vietare selettivamente questi mercati in Italia non fermerebbe la domanda: la sposterebbe verso piattaforme estere prive di licenza ADM, molto più difficili da monitorare. Ed è proprio la tracciabilità dei flussi sui circuiti regolamentati ad aver permesso di intercettare per prima l’anomalia che ha fatto scattare le indagini di Reggio Calabria, un argomento concreto a favore di tenere questi mercati dentro il perimetro legale, continuando però a vigilare sui rischi che restano.

I rischi concreti: il caso dell’operazione Penalty

A gennaio 2024 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli segnalò un flusso anomalo di scommesse sulla gara Primavera Benevento-Cesena, oltre 41.000 euro puntati quasi tutti sulla vittoria del Benevento: una cifra enorme per un mercato così poco liquido. La segnalazione fece scattare le indagini dei Carabinieri di Reggio Calabria, poi note come operazione Penalty. Le indagini hanno ricostruito quanto segue.

  • Una rete guidata da un arbitro, in attività nelle categorie Primavera, Primavera 2 e Serie C, che pilotava i risultati concedendo rigori spesso inesistenti per far scattare l’over sui gol.
  • Altre gare Under 19 finite nel mirino degli inquirenti, tra cui Hellas Verona-Cagliari e Sassuolo-Verona, oltre a un tentativo fallito sulla Primavera di Empoli-Lazio, quando l’arbitro Stefano Milone rifiutò i 3.000 euro offerti e lo andò a denunciare.
  • Cinque misure cautelari, tra cui quella per due imprenditori toscani titolari di un’agenzia di scommesse di Sesto Fiorentino, con la Cassazione che ha poi confermato il sequestro di 4.000 euro provento delle giocate truccate.

I bassi stipendi percepiti dai calciatori Under restano un fattore che aumenta l’esposizione di questi campionati a tentativi di corruzione. È stato però lo stesso sistema di monitoraggio ADM, obbligatorio per gli operatori con licenza, a intercettare l’anomalia prima che il danno si allargasse: uno dei motivi per cui la legge 401 del 1989, che punisce la frode sportiva, e l’Unità Informativa Scommesse Sportive istituita nel 2011 presso il Ministero dell’Interno restano strumenti applicati anche alle categorie giovanili, come dimostra proprio il caso di Reggio Calabria.

Prospettive future

Un tema già sul tavolo del legislatore è il divieto di scommettere sulle competizioni riservate esclusivamente a calciatori minorenni. La delega fiscale del 2023, legge 111 del 2023, prevede questa misura, ma esclude esplicitamente la Primavera e i campionati Juniores, che ammettono anche giocatori fuori quota maggiorenni, fino a cinque per squadra in Primavera, e colpisce invece solo i tornei realmente chiusi agli Under 18. 

Il riordino del settore giochi è parzialmente in vigore dal 2024 con il decreto legislativo 41, ma la parte relativa alla rete fisica delle scommesse, quella più legata al calcio giovanile, ha ricevuto una proroga fino al 29 agosto 2026: la misura specifica non è quindi ancora operativa, anche se il perimetro normativo è già definito.

Nel frattempo i controlli programmati dall’ADM per il 2026 sono saliti a 26.500, cinquecento in più rispetto all’anno precedente, segno che il monitoraggio dei flussi anomali resterà uno strumento centrale anche per le competizioni giovanili. Il calcio giovanile continuerà probabilmente a restare un mercato di nicchia regolamentato piuttosto che vietato, ma con controlli sempre più stretti proprio nei punti in cui, come ha dimostrato l’operazione Penalty, il sistema si è già mostrato vulnerabile.