Ormai da qualche anno, in particolare nelle serie minori, giocatori ed allenatori sono costretti a pagare per poter fare il proprio lavoro. Per sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica su questa situazione, due allenatori laziali, Fabrizio Liberti e Fabio Pannone, hanno deciso insieme di lanciare una campagna sui social network, che in poco tempo è diventata virale.

L’iniziativa sta attendendo molto successo in particolare grazie a quelle persone che hanno deciso di uscire allo scoperto e di raccontare le loro esperienze. E’ il caso, ad esempio, dell’ex calciatore di Genoa e Venezia Salvatore Soviero, che ora allena la Palmese in Serie D, ma che qualche anno fa ricevette una proposta a condizione di portare con sé uno sponsor da 50mila euro.

In breve tempo, la campagna lanciata dai due allenatori ha ricevuto consensi anche da nomi più blasonati, tra i quali ad esempio gli ex calciatori Baiano e Filippini, ma ce ne sono molti altri che hanno però deciso di rimanere dietro le quinte.

Liberti e Pannone non hanno comunque intenzione di fermarsi ai social. I due stanno infatti organizzando un incontro a Roma per parlare e far conoscere sempre di più questo problema. Come riporta Eurosport, i due avrebbero già in mente di parlare con due rappresentanti del calcio italiano, visto che il problema riguarda soprattutto la nostra nazione: “Ci piacerebbe discutere di questi temi con Damiano Tommasi e Renzo Ulivieri, presidente dell’asso allenatori. Sono uomini di calcio e perfettamente consci di questo tipo di dinamiche. Senza meritocrazia non si va da nessuna parte, in nessun ambito. Vanno introdotti controlli seri e regole ferree. Chi paga per allenare o giocare dovrebbe essere squalificato, così come i rispettivi club che permettono tutto ciò”.