Basta vederlo muoversi tra le linee al Konami Women and Youth Football Centre, casa delle giovanili dell’Inter, per capire che Pietro Omini non è soltanto un giovane capace di incidere con i gol. Il suo calcio, a 15 anni, è fatto di letture intelligenti, tempi di gioco raffinati e scelte mai banali, frutto di un percorso costruito con lavoro, disciplina e passione. Nel Girone B del Campionato Nazionale Under 16 Serie A e B, i suoi 774 minuti in campo raccontano molto più di una semplice statistica.
Dall’infanzia a Lodi alla chiamata dell’Inter
«Ho iniziato a giocare a quattro anni – racconta Pietro – insieme a mio fratello gemello Gioele. I miei genitori dicono che camminavo calciando il pallone». Un’immagine che racchiude tutto: il gioco, l’istinto, l’inizio di un percorso.
Dalla Edelweiss di Lodi al vivaio dell’Inter, dove è approdato nel febbraio 2015, la sua è una storia di continuità: 11 anni con la stessa maglia, crescendo giorno dopo giorno all’interno del mondo nerazzurro.
Il ruolo, gli obiettivi e il lavoro quotidiano
Pietro non è una prima punta classica, ma un trequartista, un numero 10 moderno. Sa muoversi tra le linee, dialogare con i compagni e scegliere il momento giusto per colpire.
«A inizio stagione mi sono posto l’obiettivo di migliorare sotto porta rispetto allo scorso anno – spiega – e sto lavorando partita dopo partita, cercando sempre di dare il massimo per la squadra». Una crescita costruita con pazienza, partita dopo partita.
La squadra prima di tutto
Per Pietro, il calcio è prima di tutto collettivo. «Vorrei essere un punto di riferimento per i miei compagni, aiutando la squadra a vincere, possibilmente giocando bene».
Dietro ogni gol c’è il rispetto per chi corre accanto a te, per chi ti serve un pallone e per chi rende possibile ogni azione. Un’idea di calcio che mette il gruppo al centro.
Modelli, famiglia e valori
I suoi riferimenti sono chiari: Lionel Messi, per la capacità di rendere straordinario ciò che sembra semplice, e Lautaro Martínez, per concretezza e intelligenza negli inserimenti.
Ma la vera forza arriva da casa: «Mio fratello gemello Gioele, mio fratello maggiore Elia e i miei genitori, Carlo e Ilaria, mi sostengono sempre. Sono il mio esempio». Un sostegno costante, dentro e fuori dal campo.
Tra presente e futuro
In campo, Pietro sembra già avere uno sguardo maturo: legge le linee di passaggio, attacca lo spazio e calcia con lucidità. Eppure resta un ragazzo, con sogni semplici e grandi allo stesso tempo.
Il pallone non è solo uno strumento di gioco, ma il filo che unisce passato, presente e futuro. I numeri – 7 reti in 11 partite – raccontano solo una parte della storia. Quella più vera è fatta di attese, intuizioni e romanticismo.
La storia di Pietro Omini
Pietro Omini nasce il 27 gennaio 2010 a Lodi, insieme al fratello gemello Gioele, dai genitori Carlo e Ilaria. Muove i primi passi nel calcio all’età di cinque anni con l’Edelweiss, prima di entrare nel settore giovanile dell’Inter nel febbraio 2015.
In maglia nerazzurra ha vinto il Torneo Under 14 Pro (Hellas Verona-Inter 0-4, 26 giugno 2024) e il Campionato Nazionale Under 15 Serie A e B (Fiorentina-Inter 1-2, 24 giugno 2025).
Nella stagione in corso, con l’Under 16 di Paolo Hernán Dellafiore, ha collezionato 7 gol in 11 presenze (774 minuti) nel Girone B, confermandosi uno dei profili più interessanti del panorama giovanile.
fonte articolo: figc.it



















Non sono presenti commenti.