Il momento è arrivato: Mattia Mosconi ha fatto il suo esordio ufficiale in Serie A. È successo nel pomeriggio dell’Olimpico, dove il giovane nerazzurro è subentrato a Petar Sucic all’80’ nella vittoria dell’Inter per 3-0 contro la Lazio. Una passerella in clima di festa — con lo scudetto già conquistato la settimana precedente — ma tutt’altro che simbolica: Cristian Chivu ha scelto proprio lui, e non per caso.
Il tecnico nerazzurro aveva già inserito il classe 2007 tra i convocati nelle ultime settimane, segnale di una fiducia costruita giorno dopo giorno. Stavolta, però, è arrivato anche il debutto sul campo, nello scenario dell’Olimpico che, nel finale di gara, respirava già aria di celebrazione.
Chi è Mattia Mosconi
Originario della Valtellina, Mosconi è approdato nel settore giovanile dell’Inter nel 2022, crescendo rapidamente fino a diventare uno dei punti di riferimento della Primavera allenata da Andrea Carbone. Dotato di una struttura fisica importante per la sua età — caratteristica che gli è valsa il soprannome di “torello” — è un esterno destro offensivo che ama accentrarsi sul mancino per calciare. Il dribbling in velocità è una delle sue qualità migliori.
Nella stagione appena conclusa ha collezionato 6 gol e 5 assist tra campionato e coppe, confermandosi tra i profili più interessanti del vivaio nerazzurro.
Il momento più significativo prima dell’esordio in Serie A era arrivato nella finale di Supercoppa Primavera contro il Cagliari, quando segnò il gol decisivo che regalò il trofeo all’Inter: una rete pesante, capace di evidenziare il suo carattere nei momenti chiave.
Identikit
- Ruolo: esterno destro
- Punti di forza: dribbling e conclusione di mancino
- Nel vivaio Inter dal: 2022
- Allenatore in Primavera: Andrea Carbone
I dieci minuti all’Olimpico
80’ — L’ingresso
Chivu lo manda in campo al posto di Sucic con il risultato già sul 3-0. Mosconi entra con personalità, cercando subito l’uno contro uno e mostrando sicurezza nelle giocate.
89’ — Il lampo
Scambio stretto con Luis Henrique e conclusione potente di mancino: il pallone termina di poco sopra la traversa. Sarebbe stato un esordio da sogno.
Già di casa nello spogliatoio
Forse il dettaglio che racconta meglio il percorso di Mosconi non è tecnico, ma umano. Niccolò Barella, uno dei leader dell’Inter, lo ha soprannominato “Moscow Mule”, chiamandolo così più volte anche nei minuti precedenti all’ingresso in campo.
Un gesto semplice, ma significativo: racconta l’integrazione di un ragazzo che non è arrivato in prima squadra per caso, ma che si è conquistato spazio, fiducia e considerazione giorno dopo giorno.



















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