Si chiude definitivamente il capitolo Benny Carbone sulla panchina dell’Inter Primavera. L’allenatore nerazzurro ha ufficializzato la propria separazione dal club milanese nel finale di maggio 2026 attraverso una lettera colma di gratitudine, stima e affetto, indirizzata sia al gruppo squadra sia all’intera dirigenza di viale della Liberazione.
Un bilancio sportivo di tutto rispetto
Il tecnico ha tracciato un bilancio orgoglioso dell’intensa stagione trascorsa ad Appiano Gentile, ricordando i traguardi raggiunti alla guida dell’Under 20 nerazzurra: quarti di finale di Coppa Italia, quarti di finale di Youth League, unica squadra con l’Under 23 ad arrivare ai playoff e una Supercoppa alzata. Risultati concreti che testimoniano il valore del lavoro svolto in questi mesi con il gruppo.
“Voi valete più di 100 trofei”
Ma è il lato umano il vero cuore del messaggio di Carbone. Il mister ha voluto sottolineare lo straordinario legame costruito con i suoi ragazzi, andando ben oltre i risultati sul campo. Il tecnico ha ricordato con commozione la grigliata di fine stagione come il momento in cui ha davvero compreso il valore di quanto costruito insieme: in quel momento ha capito che il lavoro era andato oltre il campo, che si era creata una famiglia, qualcosa che nessuno avrebbe potuto cancellare.
Carbone ha confermato di accettare la separazione con piena serenità, consapevole di aver dato tutto per la maglia nerazzurra, e ha tenuto a precisare che quello non era un addio, ma un arrivederci.
I ringraziamenti alla dirigenza: Ausilio, Baccin e Tarantino
In chiusura del suo lungo messaggio di commiato, il tecnico ha rivolto parole di profonda gratitudine ai vertici dell’area sportiva interista. Ha elogiato Dario Baccin per il supporto costante, Piero Ausilio per il rapporto schietto e sincero, e ha riservato un pensiero speciale a Massimo Tarantino, definito non solo un direttore senza eguali ma un vero fratello, destinato a restare per sempre nel suo cuore.
Con questa lettera, Benny Carbone chiude un capitolo importante della sua carriera da allenatore, lasciando l’Inter con la testa alta e il calore di chi sa di aver lasciato qualcosa di duraturo.



















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