Nella conferenza stampa di presentazione della nuova stagione, il neo direttore generale del Bari Pierpaolo Marino ha dedicato ampio spazio al settore giovanile biancorosso. Il dirigente ha sottolineato come il club abbia investito sul vivaio cifre paragonabili a quelle dell’Udinese, nonostante quest’ultima disponga di ricavi decisamente superiori. Ha poi annunciato che sei o sette ragazzi della Primavera partiranno per il ritiro di Roccaraso insieme alla prima squadra.
Luci e ombre di un vivaio ancora in costruzione
Le parole di Marino vanno però lette con attenzione, perché il contesto in cui si inseriscono è tutt’altro che semplice. Il Bari è appena retrocesso in Serie C e si trova ad affrontare una situazione di organico difficile, con molte partenze e pochi calciatori attualmente sotto contratto, frutto di una gestione sportiva che ha lasciato più di qualche interrogativo.
In questo quadro, portare i giovani del vivaio in ritiro rischia di essere più una necessità che una scelta strategica. I numeri parlano chiaro: fino ad oggi sono soltanto tre i prodotti del settore giovanile aggregati alla prima squadra — De Lucci, Mane e Colangiuli — e il minutaggio complessivo accumulato è stato estremamente ridotto. Un bilancio che non rispecchia pienamente gli investimenti dichiarati.
Da tenere d’occhio
Detto questo, il ritiro di Roccaraso potrebbe rappresentare una vera e propria vetrina per alcuni dei protagonisti della scorsa stagione di Primavera 2. Il nome più atteso è quello di Pantaleo Spadavecchia, classe 2007, autore di 4 gol in 21 presenze. Molto quotato anche Fabio Polito, centrocampista della stessa annata, capace di disputare tutte e 28 le partite del campionato con un gol e un assist all’attivo: un calciatore affidabile, con buone qualità di interdizione e capacità di gestire i tempi di gioco.
Occhio poi a Sidibe, capocannoniere della Primavera con 7 reti, e ai vari Cipolla, Alonso Campagna e Keita, tutti elementi che si sono messi in mostra nel corso della stagione.
C’è infine un fattore regolamentare da considerare: le norme della Serie C obbligano i club a tesserare almeno sei calciatori provenienti dal settore giovanile. Una condizione che potrebbe aprire concretamente le porte del professionismo ad alcuni di questi ragazzi, indipendentemente dalle valutazioni tecniche dei prossimi giorni.



















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