L’Alcione Milano ha ufficializzato la firma del primo contratto professionistico per quattro calciatori cresciuti internamente al proprio settore giovanile. Un segnale chiaro della direzione intrapresa dal club milanese: valorizzare i talenti formati in casa, creare continuità tra vivaio e prima squadra e costruire un’identità tecnica riconoscibile nel tempo.

I quattro protagonisti: tutti classe 2006

A sottoscrivere il primo accordo da professionisti sono Filippo Gallazzi, Tommaso Mocchi, Mattia Lione e Lorenzo Zini. Nati tutti nel 2006, i quattro hanno percorso l’intero iter formativo all’interno del vivaio Orange, distinguendosi per qualità, impegno e maturità stagione dopo stagione. Nell’ultima annata hanno ricoperto un ruolo di rilievo nella Primavera dell’Alcione, contribuendo con prestazioni di livello alla crescita del gruppo e alla competitività della squadra nel campionato di categoria.

Il modello Orangeneration premia chi cresce in casa

La firma dei quattro giovani non è un episodio isolato, ma la conferma di un progetto strutturato. Il modello Orangeneration — con cui l’Alcione punta a costruire un collegamento diretto e organico tra settore giovanile e prima squadra — trova in questi contratti la sua espressione più concreta. Per il club, formare e trattenere i propri talenti rappresenta una scelta di identità prima ancora che di mercato.

Per Gallazzi, Mocchi, Lione e Zini si apre ora una nuova fase della carriera, con tutte le responsabilità e le opportunità che il calcio professionistico porta con sé. Il lavoro fatto in questi anni è il punto di partenza: adesso si fa sul serio.