ItaliaMacedonia è stata forse la delusione più cocente da dieci anni a questa parte per la Nazionale azzurra e per il calcio italiano in generale. Una sconfitta certamente più dolorosa della simile disfatta contro la Svezia nel 2018, perché questa volta l’Italia non arrivava all’impegno come una squadra allo sbando e a fine ciclo, ma come campionessa d’Europa in carica.

La gioia di Wembley, il record di imbattibilità e le gesta degli azzurri rimangono ricordi ancora vivi nella mente degli italiani, ma in questo momento lasciano il posto all’incredulità e alla delusione per il grande fallimento del progetto ItaliaMancini.

La Nazionale ha ora il dovere di ripartire, con o senza “il Mancio” in panchina, dai propri giovani, dai suoi fuoriclasse e dalla voglia di rivalsa di un intero popolo che vive il calcio in maniera unica, romantica e passionale.

Quale sarà il futuro della Nazionale italiana?

Nonostante una situazione complicata e discussa in merito al calcio giovanile in Italia, denunciata in questi giorni anche dal CT dell’ Italia Under 21 Paolo Nicolato, e un intero movimento che necessita di riforme importanti, nel “Bel Paese” le materie prime non mancano.

Parliamo di una squadra, la selezione maggiore, tutt’altro che finita e con ancora ampi margini di crescita, data la giovane età e la futuribilità di molti dei suoi componenti, a cui si potranno aggiungere giovani prospetti in rampa di lancio.

PORTIERI

La scuola portieri italiana è tra le migliori di sempre, avendo sfornato alcuni tra i numeri uno più forti della storia come Dino Zoff e Gigi Buffon. Proprio l’addio di Buffon, giocatore in grado di monopolizzare la porta azzurra per quasi vent’anni, ha spianato la strada all’attuale numero (2)1 della Nazionale, Gianluigi Donnarumma. L’estremo difensore del Paris Saint Germain considerato tra i migliori prospetti in circolazione, nonché tra i portieri più forti al mondo, non è però l’unico talento papabile per difendere la porta italiana. Tra gli altri troviamo tre portieri U21 molto interessanti: Marco Carnesecchi (Cremonese), Stefano Turati (Reggina) e Alessandro Plizzari (Lecce).

DIFENSORI

Fallito l’approdo a Qatar 2022, forse ultimo grande palcoscenico per Giorgio Chiellini e probabilmente anche per Leonardo Bonucci, per i due pilastri difensivi di Juventus e Nazionale potrebbe essere arrivata l’ora di dire addio alla selezione azzurra e lasciare spazio al nuovo che avanza.

Tra i nomi a disposizione ci sono i due difensori centrali Bastoni e Mancini, a cui sono state affidate le chiavi della difesa proprio in occasione della sfida contro la Macedonia, ma anche tanti altri prospetti provenienti dalle selezioni giovanili come: Matteo Lovato (Hellas Verona), Mattia Viti (Empoli) e Lorenzo Pirola (Monza).

Anche gli esterni difensivi giocheranno un ruolo sempre più importante in un calcio in costante evoluzione e nell’Italia del futuro è facile immaginare in campo giocatori come Raoul Bellanova (Cagliari), Fabiano Parisi (Empoli), Riccardo Calafiori e Andrea Cambiaso (Genoa).

CENTROCAMPISTI

Il centrocampo è il cervello, ma anche il motore, di ogni squadra vincente, come d’altronde anche dell’Italia di Mancini che oltre ai più esperti Jorginho e Verratti poteva contare su una linea verde formata da giocatori come Barella, Locatelli, Castrovilli, Tonali e Pessina.

Per il futuro a questi quattro, ormai già regolarmente impiegati in Serie A e in Nazionale maggiore, potranno e dovranno aggiungersi nuovi volti in grado di fornire freschezza e intensità al centrocampo azzurro.

L’elenco questa volta è (fortunatamente) davvero lungo, potendo contare su talenti come: Davide Frattesi (Sassuolo), Salvatore Esposito (Spal), Nicolò Fagioli (Cremonese), Filippo Ranocchia (Vicenza), Samuele Ricci (Empoli), Nicolò Rovella (Genoa), Manolo Portanova (Genoa) ed Edoardo Bove (Roma).

ATTACCANTI

L’ultimo reparto è forse quello più caro agli italiani, che hanno ammirato negli anni giocatori del calibro di Rossi, Baggio, Totti, Del Piero e via dicendo. In quest’ultimo ciclo azzurro però l’attacco è sembrato troppo Chiesa-dipendente, non riuscendo a trovare in un Immobile un po’ inceppato un terminale offensivo in grado di fornire goal pesanti.

Nelle ultime uscite azzurre e in questa stagione di Serie A si sono iniziati a far notare (a suon di goal e prestazioni convincenti) due volti nuovi come Scamacca e Raspadori. In questo caso il futuro sembra parlare neroverde, ma i due attaccanti del Sassuolo non sono le uniche candidature valide per il reparto offensivo dell’Italia del futuro.

Ai due gemelli neroverdi si aggiungono infatti: Matteo Cancellieri (Hellas Verona), Lorenzo Colombo (Spal), Lorenzo Lucca (Pisa), Samuele Mulattieri (Crotone), Roberto Piccoli (Atalanta), Emanuel Vignato (Bologna) e Luca Moro (Catania).

Questa carrellata di giovani nomi testimonia come il talento in Italia non manchi affatto, ma sarà compito di Roberto Mancini (o di chi ne farà le veci) e del sistema calcistico italiano saperli valorizzare e fare di loro nomi validi e in grado di riportare l’Italia dove merita di stare per la sua storia e tradizione, ovvero ai vertici del calcio europeo e mondiale.