Programmazione, pianificazione ed organizzazione non fanno solo rima ma rappresentano da almeno 10 anni il modus operandi della Juventus. I quasi 10 scudetti sono li a sottolinearlo, ma sarebbe uno sguardo superficiale. Infatti il club bianconero negli anni ha lentamente costruito uno staff di professionisti in grado di scegliere i profili giusti da portare nel vivaio. Addentrandoci scopriamo da Claudio Filippi, capo dell’area portieri intervistato da Apport durante una diretta Instagram che: “abbiamo da sei anni un osservatore dei portieri e poi nel tempo sono diventati due e adesso ne abbiamo tre: è stata un’intuizione di Paratici“. Ma come mai? Perchè? I top club solitamente ne hanno 1, in alcuni casi ci sono figure che coprono più ruoli contemporaneamente. Il motivo è semplice, perché è più facile trovare la qualità. Scontato direte voi, eppure sono pochi i club che destinano ingenti fondi e risorse umane allo scouting in un solo ruolo.

Scouting Juventus: ricerca meticolosa

“Il primo a ricevere l’incarico di osservatore specifico in questo ambito è stato Massimiliano Colucci, ex portiere e allenatore, un innamorato del ruolo” spiega Filippi. “Ha una sensibilità straordinaria e i portieri che abbiamo sono frutto delle sue osservazioni. Lui va a vederli, poi guardiamo le clip, selezioniamo quali ci piacciono e poi scegliamo”. Un lavoro di osservazione paziente, analisi tecnica e caratteriale, sono solo alcuni dei criteri che gli scout devono rispettare prima di poter dare un si o un no, in seguito alla prima scrematura c’è la scelta finale, quando è presente anche Claudio Filippi. Ma chi sono gli altri 2 collaboratori? si tratta di Davide Micillo e Tommaso D’Attila, impiegati prevalentemente sul territorio piemontese e zone limitrofe. Continua Filippi: “abbiamo una struttura efficiente che credo ci stia premiando, il talento va sostenuto. Vediamo se riescono ad ottenere il massimo delle possibilità”.

Certamente poi un altro importante step per valutare la crescita ed il talento di un portiere è farlo allenare con la prima squadra. Dove a calciare in porta ci sono alcuni dei più forti giocatori del pianeta: “Velocità, precisione e potenza sono tre caratteristiche importanti. Il portiere dev’essere in grado di resistere fisicamente e tecnicamente. Già quello è uno step importante per i giovani”. Un bel termometro sulle tenuta mentale e fisica del ragazzo.

Scouting Juventus: obbiettivo portiere

Conclude Filippi: noi abbiamo un gruppo di portieri di valore, è frutto del lavoro fatto nella selezione e nel lavoro tecnico di questi anni. Ci ha garantito la possibilità di avere 1-2 portieri che hanno prospettiva in ogni categoria”. Certamente è un enorme vantaggio poter contare su almeno un paio di prospetti che sarebbero in grado di giocare in ogni categoria del nostro calcio. Questo è un risultato che testimonia l’abilità e la bontà del lavoro svolto, ma garantisce soprattutto un continuo ricambio anche in casi di difficoltà dovuti ad infortuni o assenze forzate per un periodo prolungato.

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