Intervistato da JTV, il nuovo allenatore della Juventus Primavera Alessandro Dal Canto ha parlato dell’emozione di sedersi su una panchina importante come quella bianconera:

“Sono contento di tornare da dove sono partitoHo avuto la fortuna di debuttare nel calcio vero nella squadra per cui tifavo da bambino. Ho fatto tutta la trafila del settore giovanile, ho avuto la fortuna di giocare in un gruppo forte, con tutti ragazzi che hanno giocato in Serie A. Son ricordi bellissimi, perché abbiamo vinto Viareggio e Coppa Italia poi. Allenare i giovani? A fine carriera vedi se hai l’attitudine. Da giocatore parlavo tanto e avevo predisposizione, ma poi devi valutare anche altre cose e fare formazione. Diciamo che dopo 9 anni di ritiro dico che preferisco questa carriera, sperando che i risultati lo confermino. Poi, allenare qui è una gran cosa”.

VINOVO E NUOVO PRIMAVERA – “Il centro di Vinovo è perfetto, in Italia non trovi di meglio. C’è tutto per lavorare al massimo. Ho ritrovato ex compagni come Grabbi e Artico, l’accoglienza è stata eccezionale. Ritiro? Questo è un ambiente spettacolare, con un clima perfetto e un bel campo. La maggior parte del lavoro sarà sui concetti di gioco, cambieremo qualcosina senza inventarci nulla. Ci sarà da assimilare un gruppo che è cambiato tanto. Il nuovo campionato Primavera? E’ giusto. Il salto dalla Primavera alla prima squadra era troppo netto, e ancora oggi lo è troppo dato che non ci sono le seconde squadre. Diciamo che aumenterà la competitività con la retrocessione. Non sarà un dramma sportivo, ma ci sarà differenza tra vincere e perdere. La Primavera è borderline, il ragazzo deve reggere l’urto perché la prima squadra deve attingere da qui. Consigli ai giovani? Sono fortunato, perché ho fatto i lavori che volevano fare. Purtroppo non tutti ci riescono e i tempi sono cambiati in modo clamoroso rispetto a 20 anni fa. Oggi un ragazzo che tenta di approcciare al professionismo sa che deve far fatica, sennò non ottiene nulla”.