La redazione di FootballScouting ha intervistato in esclusiva Luis Vizzino, avvocato ed agente FIFA. Tanti i temi trattati, dalle difficoltà nello scouting per le società italiane all’impatto di Stroppa a Foggia. Ecco i contenuti dell’intervista.

Il livello dello scouting attuale in Italia è piuttosto basso: come pensa si possa risolvere? C’è qualche segnale positivo nell’aria?

Come in tutte le cose che si fanno in ambito lavorativo, ci vuole competenza. Non è vero che le società non fanno scouting, la verità è che non lo fanno bene come dovrebbero. Bisogna essere costantemente aggiornati ed ampliare una rete per così dire capillare se si vogliono ottenere grandi risultati. Penso che, a livello italiano, un segnale positivo lo sta dando il Milan con i vari Donnarumma, Locatelli, Calabria. Tutti prodotti del proprio settore giovanile; scelte che magari all’inizio sembravano azzardate ma che stanno dando grandi soddisfazioni. C’è bisogno di tempo però. Non tutti sembrano averlo capito.

In effetti se vediamo i risultati in Youth League, la differenza con le altre sembra evidente.

Lo è. In passato non era così, è evidente anche che si è perso interesse per quanto riguarda il settore giovanile. Rispetto a 20 anni fa siamo peggiorati sotto questo punto di vista. C’è troppa fretta, sembra che si voglia trovare il giocatore già pronto per bruciare le tappe. Speriamo di assistere ad una svolta nei prossimi anni.

Come valuta, invece, la riforma del campionato Primavera?

Difficile dare un giudizio dopo così poche partite: c’è un girone più sbilanciato degli altri ed è il C con Roma, Atalanta ed Inter ma anche altri club blasonati. A mio avviso è buona cosa che si mescolino le carte e che si permetta alle squadre di confrontarsi con nuove realtà. Ovviamente l’altra faccia della medaglia è che si può assistere a squadre troppo inferiori ed a risultati eclatanti. Il livello globale è rimasto lo stesso, penso che a fine anno si prenderanno provvedimenti a riguardo.

Lei cura gli interessi, tra gli altri, anche di Giovanni Stroppa, attuale allenatore del Foggia. La piazza non sembrava a lui favorevole ma il campo sta smentendo gli scettici: qual è il suo segreto?

Lo scetticismo nei confronti di Stroppa era più che altro dettato dall’addio di De Zerbi che, a Foggia, ha fatto non bene, benissimo. I tifosi erano giustamente ancora ‘scottati’ per il mancato approdo in Serie B ma Stroppa, senza fretta, ha lavorato sotto ogni aspetto ed ha mantenuto le redini dello spogliatoio conquistando la fiducia dei giocatori. Chi lo conosce sa che è una persona ineccepibile dal lato umano ma anche da quanto prettamente sportivo.

Chi invece sta faticando è Licastro, giovane portiere della Reggina. Qual è il suo stato d’animo a riguardo?

Mattia è reduce da un’ottima stagione in Serie D. Il salto in Lega Pro non è facile, lui ora non è titolare ma si sta allenando con la speranza di potersi ritagliare lo spazio necessario per dimostrare il suo valore. Non c’è fretta però. Ha firmato un biennale ed ha un contratto da professionista. L’occasione arriverà, bisogna solamente portare pazienza. Non è facile da capire ma Licastro l’ha fatto. Sono contento di questo.

Lobosco, invece, sembrava poter essere da Lega Pro ma, quasi a sorpresa, ha scelto il San Severo in Serie D: motivazione?

È vero, c’erano varie offerte dalla Lega Pro però, di comune accordo con il giocatore, si è deciso di fare un altro anno di gavetta prima del salto di categoria. Penso che abbia già dimostrato di poter valere almeno la Lega Pro, tra l’altro ricopre una posizione in campo (terzino sinistro, ndr) che in Italia sta vivendo periodi di stanca. Il suo nome circolerà nei prossimi anni, ne sono sicuro. Intanto la Ternana lo tiene in grande considerazione, vedremo.