L’angolo interviste di Football Scouting si arricchisce della presenza di Francesco Napolitano. Nato ad Avellino il 16 maggio 1999, Napolitano lascia casa a soli 14 anni per rispondere alla chiamata della Reggina. Due anni a Reggio Calabria ed uno a Reggio Emilia, con la Reggiana. Poi il ritorno in Campania per giocare con la Primavera del Napoli ed ora la fortunata esperienza con la Cittanovese. Di ruolo attaccante, Napolitano domenica scorsa è stato tra i migliori in campo nella gara vinta per 3-2 contro il Bari che ha tanto il sapore di un successo storico per la comunità di Cittanova. Ai nostri microfoni ha parlato anche di questo, oltre che del suo momento di forma e di quello dei suoi compagni.

Francesco Napolitano: il passato tra Reggina e Napoli

Hai lasciato casa da giovanissimo per inseguire il sogno di calciatore, indossando la maglia della Reggina. Cosa ricordi delle due stagioni in amaranto?

È stata un’esperienza bellissima, ho passato due anni stupendi. Durante la prima stagione sono stato anche convocato in Nazionale, con cui ho giocato due volte. Il secondo anno sono passato invece agli Allievi, ed anche lì è andata alla grande. C’è da pensare che ho lasciato casa a 14 anni per vivere quest’esperienza. Per un anno sono stato anche alla Reggiana, poi è arrivata la chiamata del Napoli.

10 agosto 2016: un Napolitano 17enne sta per firmare il suo contratto col Napoli.

Sei tornato in Campania nel 2016, per giocare con la Primavera di mister Saurini. Purtroppo però non è andata benissimo. Cosa non ha funzionato in azzurro?

Ammetto che volevo fare grandi cose. Avrei potuto giocare un altro anno in Primavera con qualche altra squadra meno blasonata, ma avevo voglia di confrontarmi subito con palcoscenici più importanti. Non ho giocato molto e dopo un anno ho cambiato ancora. Sono tornato in Calabria, a Cittanova, e qui sto benissimo.

Francesco Napolitano: mister Zito, la Serie D ed un primo bilancio in giallorosso

Sei a Cittanova da un anno e mezzo. Se dovessi fare un primo bilancio di questa esperienza in Serie D cosa diresti?

Già durante il primo anno le cose sono andate abbastanza bene, ho giocato tanto. Però sono stato anche sfortunato: ho avuto una serie di piccoli infortuni che mi hanno tenuto lontano dal campo complessivamente per quasi tre mesi. Quest’anno invece dal punto di vista fisico finora è andato tutto bene, tant’è che ho sempre giocato titolare in questo campionato, ad eccezione della gara a Rotonda dove il virus intestinale non mi ha permesso di partire in campo dall’inizio, sono entrato a partita in corso. Di sicuro, dal giorno in cui sono arrivato, sento di essere migliorato tanto.

Alla Cittanovese hai anche ritrovato mister Zito, che ti allenava ai tempi della Reggina. Quanto ti ha aiutato questo?

Sì, mi ha allenato per due anni a Reggio Calabria. In verità è stato lui stesso a volermi qui a Cittanova, per iniziare una nuova esperienza, stavolta tra i grandi, quindi è anche merito suo se sto facendo bene.

17 settembre 2017: Francesco Napolitano in campo durante Cittanovese – Messina (1-0).

Hai giocato sia in Primavera che in Serie D. Che differenza hai trovato tra l’una e l’altra?

Quando si parla di Serie D bisogna partire da un presupposto già prima di scendere in campo: nessuna squadra è disorganizzata, sono tutte partite difficili. In Primavera magari trovi la squadra meno preparata, qui invece no. Poi in Serie D c’è gente d’esperienza, gente furba, grande d’età, quindi è più difficile imporsi. Vedi squadre che, soprattutto nel girone di ritorno, quando c’è bisogno di punti per salvarsi, scendono in campo come se dovesse andare in guerra (ride, ndr). Senza dubbio giocare in questa categoria ti aiuta a crescere tanto.

Francesco Napolitano, tra obiettivi stagionali e futuri

Domenica avete fatto la storia battendo il Bari, e sei stato anche tra i migliori in campo. Che sensazioni hai provato al fischio finale?

È stato un grande momento di gioia. I miei compagni sono venuti tutti ad abbracciarmi. Poi la gente qui fuori mi fa sentire l’affetto, so che mi vogliono bene. Dopo la partita in tanti mi hanno addirittura ringraziato per la prestazione. Il merito però non è stato solo mio, anzi, in gare come queste c’è bisogno dello spirito di squadra. Per battere un Bari così forte c’era bisogno di tutti, dai titolarissimi a chi spesso gioca meno. Siamo stati un grande gruppo e ci siamo tolti una soddisfazione enorme!

20 gennaio 2019: Francesco Napolitano in campo durante Cittanovese – Bari (3-2).

La squadra è attualmente in piena zona play-off. Rimanete coi piedi per terra pensando solo alla salvezza o c’è fiducia per qualcosa di più grande?

L’obiettivo principale rimane la salvezza. Noi siamo tranquilli e continuiamo a lavorare per quello. Attualmente siamo a quota 31: bisogna arrivare presto ai 40 punti, poi quello che verrà dopo, se verrà, sarà tutta una conquista.

Con la Cittanovese stai vivendo una bella esperienza. Un giorno però ti piacerebbe tornare in piazze più grandi come Napoli?

Penso che questo piacerebbe a qualsiasi giocatore, anzi, sarebbe un sogno a dir la verità. Però ora sono qui e so di essere un ragazzo umile, lavoro giorno dopo giorno e ho sempre fatto tanti sacrifici, dall’età di 14 anni. Se in futuro dovesse seriamente cercarmi qualche club più blasonato per me sarebbe solo una grande soddisfazione. Per me ed anche per la mia famiglia, che ha sempre creduto nelle mie possibilità.

Fonte immagine principale: Pagina Facebook ufficiale Cittanovese Calcio
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