In esclusiva per Football Scouting l’intervista a Matteo Bartoloni, responsabile dell’area tecnica dell’Anconitana, società che grazie all’intervento dell’imprenditore Stefano Marconi, ha potuto raccogliere l’eredità sportiva dell’Ancona Calcio, fallito nel 2017. Tra gli obbiettivi della formazione marchigiana, dopo aver stravinto il Girone B di Prima Categoria nella stagione scorsa e l’ attuale primo posto nel campionato di Promozione, c’è la volontà di tornare al più presto tra i professionisti, sviluppando, in parallelo, un ambizioso progetto sul settore giovanile.

Un primo bilancio

“Siamo molto soddisfatti di come si sta evolvendo il nostro progetto – esordisce Bartoloni -. Nel 2017 la società è stata rilevata da Stefano Marconi e siamo ripartiti dalla Prima Categoria. Abbiamo centrato il salto di categoria al primo colpo, dominando il campionato, e ora ci stiamo ripetendo anche  in Promozione con un bottino di 13 vittorie e 2 pareggi che è valso il titolo di campioni d’ inverno. Il nostro obbiettivo dichiarato è quello di ritornare al più presto tra i Pro, possibilmente scalando una categoria all’anno. A parole sembra tutto molto semplice e anche se sappiamo di essere la squadra di riferimento, nulla ci viene regalato. Dobbiamo mantenere il giusto approccio per calarci nella realtà di questi campionati, con la consapevolezza di dover sudare se vogliamo strappare punti su ogni campo. Stiamo facendo tutti i passi giusti per progredire in questa direzione: il Presidente, la società e gli sponsor stanno infondendo sostegno e presenza costante.” Ambizione, volontà e obbiettivi. Gli ingredienti per alimentare il sogno di una città che spinge per tornare grande dopo troppe e cocenti delusioni: “Ancona è stata ferita troppe volte – prosegue Bartoloni – Vogliamo che l’ Anconitana sia motivo d’ orgoglio per tutti. Una città di 100.000 abitanti che fa 1200 spettatori in Promozione non può che meritare il meglio.”

I leader dell’ Anconitana

“Quest’ anno abbiamo affidato la guida tecnica al mister Francesco Nocera, tornato ad Ancona 16 anni dopo la sua esperienza da calciatore. Una scelta felice che sta ripagando appieno la fiducia e le aspettative della società. Un valore nel quale il gruppo dirigenziale crede molto è quello dell’ appartenenza. Per questo vogliamo puntare sulle risorse umane del territorio o che sappiano cosa voglia dire rappresentare questa città.” Non può mancare una menzione speciale per Salvatore Mastronunzio, una bandiera nonché un vero e proprio “lusso” a questi livelli, capace di centrare, proprio nell’ ultima giornata di campionato, un record storico: “Salvatore è l’ anima della squadra. Grazie alla rete realizzata contro il Valfoglia ha tagliato il traguardo dei 100 gol con questa maglia, scolpendo con ancora più forza il suo nome nel firmamento del club.”

Come si gestisce  e si motiva un gruppo che da due anni vince in maniera disarmante quasi tutte le partite?

“Nella costruzione della squadra abbiamo tenuto presente anche questo aspetto. Quando si ottengono così tanti risultati positivi in serie c’è l’ inconsapevole rischio di “sedersi”. L’ appagamento nel calcio è un’ arma molto pericolosa. Ci vuole tanto tempo per costruire qualcosa di buono ma basta pochissimo per rovinare tutto. Per ovviare a questa eventualità, in ogni sessione di mercato abbiamo puntellato la rosa con elementi di grande caratura tecnica, che possano alimentare la competizione all’ interno del gruppo. Pungolare e tenere sulla corda tutti gli effettivi equivale a spingere ciascuno di loro a dare sempre quel qualcosa in più a beneficio del collettivo.”

Il settore giovanile 

“Il progetto di crescita della Prima Squadra non può che procedere parallelamente al lavoro di sviluppo del settore giovanile. La nostra filosofia è quella di puntare con decisione sugli “under” anche in ottica di un futuro salto in Eccellenza e in Serie D. A conferma di questa propensione per l’impiego dei giovani, ultimamente abbiamo schierato ben quattro fuori quota, rispetto ai due previsti dalla categoria Promozione.” Qualità. Concetto sul quale Bartoloni torna con insistenza: “Per primeggiare occorre inserire qualità sia in campo che all’interno della struttura societaria: alla guida della nostra Under 19 Regionale abbiamo scelto Stefano Belardinelli, ex tecnico della “Berretti” del Gubbio, al quale abbiamo affidato il ruolo di allenatore e di Coordinatore Tecnico del Settore Giovanile. La squadra occupa la quarta posizione in campionato a sole quattro lunghezze dalla capolista. E se pensiamo che il gruppo è stato costruito in soli due mesi, ci sono ampissimi margini di miglioramento. Nella sessione invernale abbiamo apportato qualche miglioria alla rosa per competere sino in fondo e magari provare a vincere il campionato.”

La “cittadella” dell’Anconitana

“Non essendo ancora in possesso di strutture nostre per il settore giovanile, stiamo lavorando alla riqualificazione dello Stadio Dorico, per farne il vero e proprio quartiere generale della nostra cantera. I lavori, tra cui la realizzazione del campo in sintetico, dovrebbero partire attorno ad aprile-maggio. Con una struttura del genere saremo in grado di offrire una vera e propria “cittadella” di riferimento per tutte le nostre squadre, a partire dall’ attività di base.”

La valorizzazione del territorio

“Il credo dell’ Anconitana è quello di ripartire dal territorio. Riportare i bambini e le famiglie al Del Conero, dare vita a progetti e sinergie con le scuole e altre società limitrofe. Tanti progetti che stanno alla base di quello che deve essere un vero e proprio percorso formativo, capace di valorizzare, far crescere e far diventare uomini i nostri ragazzi, prima ancora che calciatori funzionali alla Prima Squadra.”

Il network come chiave per il successo

“In attesa di poter sviluppare appieno il nostro settore giovanile, stiamo lavorando alla ricerca di sinergie e collaborazioni con le società distribuite su Ancona e provincia. Ad ora abbiamo coordinato al nostro progetto due squadre: il Ponterosso Anconitana e la Giovane Offagna S. Biagio Anconitana. Abbiamo messo a disposizione tutta la nostra competenza nei confronti di queste realtà locali, coinvolgendole in diversi incontri di aggiornamento tecnico e di formazione. Uno di questi incontri è stato tenuto direttamente dal nostro mister Nocera che ha offerto delle delucidazioni sulla propria concezione di gioco. In un secondo incontro abbiamo parlato dell’ importanza della preparazione atletica e prossimamente presenzieremo ad importanti eventi riguardanti il tema dello scouting. Il network è una risorsa fondamentale e ci siamo prefissati l’obbiettivo di siglare, a breve termine, quattro-cinque collaborazioni con altre piccole realtà del nostro territorio. Loro mantengono la piena autonomia nel gestire il processo di crescita dei propri ragazzi, noi in cambio offriamo gratuitamente sostegno, aggiornamento e grande qualificazione.” Fondamentale è la ramificazione sul territorio. Altrettanto è però mantenere ben saldi i contatti con le società del panorama professionistico, status che l’ Antoniana spera di fare suo molto presto: “Siamo in ottimi rapporti con Carpi e Gubbio, ma lascio la porta aperta per chi, tra i Pro, fosse interessato ad una collaborazione con noi. La società deve strutturarsi e ragionare come un’ azienda, prefissandosi gli stessi obbiettivi: generare utili e creare valore sia dal punto di vista economico che umano. I progetti di network rappresentano la chiave per crescere sotto questo punto di vista. Con tali presupposti di solidità nulla ci è precluso.”

Le due fasi del progetto

Uno degli aspetti più apprezzabili e apprezzati della nostra società è la trasparenza. Un principio fondamentale nella vita e nello sport. Abbiamo esposto i nostri progetti con massima chiarezza. Quando si è parlato di obbiettivi, lo si è sempre fatto con cognizione di causa. Il percorso che vogliamo seguire è molto ambizioso, le cui tappe vanno affrontate in maniera graduale, senza fare il passo più lungo della gamba. La prima fase del progetto ha come traguardo finale l’approdo in Serie C, o quantomeno, in D. Raggiunto questo step sarà necessario un ulteriore lavoro di sviluppo e implementazione. Un altro requisito fondamentale sarà quello di arrivare all’ appuntamento con basi economiche e societarie ben consolidate, che ci permettano di lavorare anche a delle affiliazioni con squadre di Serie A e B, per restare in scia al nuovo calcio che andremo ad affrontare, mi auguro molto presto.”

Michael Di Chiaro