Un buon passato da calciatore tra C e B, ora scout e dirigente, con un passato anche da Direttore Sportivo del Grosseto subito dopo la fine della carriera ormai una decina di anni fa. Enrico Maria Amore, 45 anni, ha però soprattutto avuto un’idea brillante: ideare un software accessibile a basso costo per rendere possibile avere strumenti di lavoro validi per tutti. Footballscouting.it lo ha intervistato per presentare il suo progetto e toccare altri temi relativi al nostro calcio e alla figura dell’osservatore in questo momento in Italia.

L’ex esterno, tra le altre, di Cittadella e Cremonese ci racconta il suo software dedicato allo scouting.

In queste settimane è inoltre possibile seguire un corso online da lui sostenuto tramite il suo progetto LFS (Love Football Scouting). E’ possibile avere tutte le informazioni in merito cliccando qui.

Ciao Enrico, presentaci il tuo progetto, che è anche riconosciuto dal Settore Tecnico e riguarda lo scouting a 360 gradi

Il mio software riguarda dei contenuti che si spera possano essere accessibili a tutti come prezzo e praticità. L’unico corso riconosciuto è quello di Coverciano, però il fatto di poter sostenere il corso che organizziamo con soli 100 euro circa rende tutti soddisfatti e soprattutto il fatto di avere uno strumento che consente di avere una metodologia propria. Anche a Coverciano viene utilizzato durante i corsi di formazione. Ci occupiamo di tutte le difficoltà che caratterizzano la giornata di un osservatore, che in passato era sempre pieno di fogli di carta e era difficile assemblare tutto il lavoro. Con la nostra applicazione direttamente al campo si possono fare delle rilevazioni, è modo per ottimizzare e velocizzare il lavoro. Ho creato ora questo corso, che si può seguire da qualunque posto e in qualunque modo. Nell’ambito di tutto questo ci sono anche contributo di persone che lavorano per società importanti e contributi che possono diventare molto utili anche per l’organizzazione degli allenamenti. Ho cercato di impormi un prezzo accessibile un po’ a tutti e dare uno strumento accessibile a tutti, in qualsiasi contesto. Spero che con questi metodi uno possa dimostrare di poter lavorare per una grande squadra anche partendo da zero“.

Come vedi il ruolo dell’osservatore in Italia in questo momento a livello di riconoscimento professionale?

“Con gli anni si sta migliorando, anche se spesso a livello professionale la figura non è sempre riconosciuta. Cioè che resta importante è la qualità della persona, soprattutto in termini di capacità di capire prima le prospettive dei calciatori. Siamo comunque indietro rispetto ad altri Paesi: si pensi ad esempio che un club come il Porto ha qualcosa come 120 osservatori. Adesso la nostra figura è riconosciuta a Coverciano e le società sono obbligate a tesserare determinate figure”.

L’emergenza Coronavirus può essere utile per affinare le conoscenze a voi addetti ai lavori in questo momento di pausa? Come cambierà il calcio dopo questo triste momento?

“Il fatto di essere a casa può aiutare a aggiornare le proprie conoscenze, anche perchè tra software e corso il costo totale se si fa l’accesso tramite il sito di LF Scouting il costo totale della nostra promozione va a costare meno di 100 euro. Questa figura avrà sempre più importanza, perchè molti agenti e società di intermediazione usufruiscono del lavoro degli osservatori per trovare i giocatori bravi. Ovviamente lo stesso vale per le società”.

Soffermandoci prettamente sul calcio italiano che conseguenze ci potrebbero essere?

“Il problema in questo momento è che non si può fare una valutazione, è durissima. Di certo c’è che ci saranno problematiche sotto l’aspetto economico per tutti, perchè è un’azienda che fattura circa un miliardo di euro all’anno. Non finirà tutto ovviamente, ma ci potrebbe essere un ridimensionamento che farà una sorta di pulizia.

Come dice Bierhoff dovranno essere rivisti al ribasso certi ingaggi…

Sicuramente dovrà rivedersi tutto, anche perchè tutto dipende dalle tv e nei prossimi anni si vedrà che tipo di ripresa ci sarà“.

Può essere una colpa del nostro calcio quella di dipendere troppo dalle tv?

“No. Lo è tutto il calcio, anche in Inghilterra incassano molto dalle tv”.

Tu nel corso della tua carriera hai giocato a Cittadella, un’eccellenza del calcio di provincia. Hai giocato con gente come Sgrigna, Cherubin e Ruopolo che poi sono volato verso la A. Quale è il segreto?

“Lì funziona tutto, dal magazziniere a chi cura il campo passando a chi lava i panni. Il Ds Marchetti decide anche il colore della carta igienica, c’è un amministratore a dirigere e poi stop. Nelle altre società c’è confusione di ruoli. In Italia è una realtà unica, all’Atalanta vedremo se funzionerà questo continuità”.

 

A Enrico Amore va un grazie per la disponibilità e la simpatia dimostrata in occasione di questa intervista.