Daniele “Don Flaco” Pagani si racconta ai nostri microfoni parlando di calcio sudamericano, con un occhio particolare rivolto anche al futuro interista Lautaro Martinez

 

 

Torna a parlare con noi di calcio, e di Sudamerica in particolare, Daniele Pagani. Fondatore del blog La Gazzetta di Don Flaco e storyteller calcistico, prova a raccontare ai nostri lettori qualcosa anche del Mondiale che verrà. Senza dimenticare un focus su quel Lautaro Martinez che a Milano sperano possa esplodere sulla sponda nerazzurra del Naviglio.

Ciao Daniele, e bentornato. Il Mondiale è ormai alle porte? Che ci dici delle sudamericane in gioco e come vedi le due big storiche?

Brasile e Argentina arrivano in situazioni agli antipodi. Il Brasile parte da favorito e il pre-Mondiale è stata tanta roba. L’Argentina è in una situazione più dubbiosa perchè non si capisce come vuole giocare e le convocazioni hanno lasciato alcuni dubbi. A mio parere lasciare a casa Icardi è stato un errore madornale, perchè uno che ha fatto 30 gol non lo puoi lasciare a casa.
Un po’ sorprende che sia rimasto a casa Lautaro Martinez, ma ci sta. Vedo bene l’Uruguay, che ha alcuni giocatori ancora sconosciuti ma che nei prossimi anni domineranno la scena”.

Cosa ci dici del Perù, è una possibile sorpresa?

“Il Perù per me è un mondo abbastanza particolare, specie per la loro visione legata molto al destino. Guerrero è una perdita importantissima, punteranno tutto su Farfan, che è il top player. Non sono fiducioso che possa passare i gironi. Per loro esserci è già un successo”.

Cosa ti ha sorpreso del campionato argentino di quest’anno, a livello generale?

La grande stagione di Centurion e Lautaro Martinez e l’ottimo lavoro giovanile che continua del Racing. Mi ha leggermente deluso il Boca e anche il River Plate, che forse avrebbe potuto fare qualcosa di meglio in avanti e non hanno ponderato bene alcuni investimenti.
Sorprendente l’Huracan e poi ovviamente il Godoy Cruz, seconda classificata.

Parlando di giovani sudamericani, ritieni che negli anni ci sia stato un minor numero di talenti sbocciati da Paesi come Argentina e Brasile, come molti hanno detto qualche anno fa? Sembrerebbe esserci una rinascita nei vivai in tal senso…

Lì il problema vero, in Brasile soprattutto, era legato ai fondi di investimento. Quando il cartellino è di proprietà di più parti questo fa sì che ognuno delle parti in causa possa chiedere quanti soldi vuole.
Il caso Calleri di un anno e più fa è un caso evidente. Per altri giocatori invece è più semplice, ma si può dire che stanno uscendo tanti talenti e giocatori interessanti anche a livello di tipologia.

Va anche detto che i talenti della generazione di Neymar sembravano pronti al salto e nessuno ha avuto il coraggio di puntarci.
Oltre ad O’Ney l’unico che si è salvato è stato probabilmente Casemiro, che peraltro è esploso grazie ad Ancelotti dopo un periodo durissimo in cui cadde in depressione e non rendeva nel San Paolo”.

Cosa ci dici invece di Lautaro Martinez, che da talento dovrà affermarsi a giocatore di livello nell’Inter?

Secondo me con Icardi può fare una gran coppia, ma bisogna vedere cosa accadrà. Fisicamente è più piazzato di Dybala, a cui viene avvicinato.
A me i paragoni non piacciono, ma a me ricorda più il primo Aguero o un Alexis Sanchez.
Lui e Werner mi sembra siano le due uniche vere seconde punte ormai rimaste nel calcio di oggi.

In Italia tra i maggiori protagonisti dell’Atalanta ci sono Papu Gomez e Palomino. Cosa ci dici sul loro conto?

In Nazionale Gomez purtroppo era già tagliato fuori sin dal principio, ma all’Atalanta ha dimostrato di essere uno dei migliori professionisti della Serie A.
In tante altre Nazionali avrebbe giocato, ma la concorrenza è illegale.

Palomino nonostante la diffidenza ha fatto benissimo. Se guardi tutte le squadre arrivate dietro l’Atalanta lui sarebbe il leader difensivo della squadra stessa.
Anche i numeri parlano per lui, non è un giocatore solo fisico e se Gasperini ci lavora come si deve può essere titolare nella difesa nerazzurra.
Si parla di Mancini, bravo, ma mi fa strano che non si punti su di lui visto che ha fatto benissimo quando è stato chiamato in causa.

Chiudiamo con i tuoi progetti futuri…

Pubblicherò nei prossimi mesi un libro su cinque giocatori rappresentanti un’ossessione nella storia del River Plate. Di più non dico per ora…

Fs ringrazia Daniele per la disponibilità e simpatia e augura a lui un grosso in bocca al lupo per ogni suo progetto futuro.