Lorenzo Chininea è un ragazzo che ha studiato Sport Management e che collabora con la Spal, società di Serie B. Per la sua Tesi di Laurea ha voluto trattare un tema particolare: l’argomento è il modello di scouting dell’Udinese che tanto successo ha portato alla squadra di Giampaolo Pozzo negli anni. Questo sia in termini di profitti, sia di risultati sportivi. La redazione di Football Scouting lo ha intervistato per capire più approfonditamente (LEGGI QUI LA TESI COMPLETA) come è nata e sviluppata la sua ricerca.

Com’è nata l’idea di fare una tesi così complessa?

Ho studiato Sport Management all’università. Alla fine del corso di laurea, dopo la specializzazione ho dovuto decidere che tesi fare. Le opzioni che avevo in mente erano tre. Una riguardava l’Inter, squadra di cui sono tifoso. Una era l’idea di prendere in analisi il settore giovanile dell’Atalanta, un’eccellenza in Italia. La terza era quella relativa allo studio del metodo di scouting dell’Udinese, che ha portato risultati eccellenti ai friulani. Ho scelto quest’ultima, anche perché l’Udinese si è dimostrata davvero disponibile.

Com’è avvenuto il contatto con lo staff friulano?

Ho cercato di contattare l’Udinese e sono riuscito a parlare con un collaboratore di Andrea Carnevale. Lui è Responsabile Scouting per i friulani. Ho spiegato la mia idea e a loro è piaciuta, così ci siamo incontrati e mi hanno raccontato come lavorano. Tutte le informazioni arrivano direttamente dalla società, non ho utilizzato alcun tipo di bibliografia.

Avere delle squadre satellite, come Granada (ceduta a Giugno 2016) e Watford per l’Udinese, è un vantaggio?

Può essere un vantaggio, ma anche uno svantaggio. Dipende sempre dal modo in cui si lavora. Bisogna fare attentamente i conti e capire dove e come investire. Nel caso della famiglia Pozzo per ogni società c’è una precisa divisione delle strategie aziendali. Ogni club ha un direttore sportivo, un direttore generale e così via.

Come si sviluppa la complessa rete di scouting dell’Udinese? Perché secondo te, negli ultimi anni, i risultati sono stati inferiori alle attese?

Loro non hanno centinaia di osservatori sparsi per il mondo come si potrebbe pensare. Semplicemente sono riusciti a costruirsi una rete di persone molto fidate. Queste segnalano i giocatori alla società, e l’Udinese li guarda prima da casa, poi se ne vale la pena si muovono sul campo. A quel punto se il giocatore piace lo acquistano subito. Il trucco sta nell’arrivare prima della concorrenza per evitare che i prezzi salgano eccessivamente. Con i rischi annessi ovviamente. Vedendo l’Udinese di qualche anno fa ci si aspetta sempre grandi risultati, tuttavia non credo che questo metodo non funzioni più come prima. Semplicemente in passato i friulani hanno avuto la fortuna di trovare tanti giocatori forti tutti assieme.

Al momento invece collabori con la Spal giusto? Di cosa ti occupi?

Sì al momento sto collaborando con la Spal, lavoro per loro come osservatore nell’ambito dell’attività di base. Sono con loro da quattro mesi circa e mi muovo nell’area di Bologna per visionare i piccoli calciatori. Il responsabile dello scouting per l’attività di base è Giacomo Laurino. Persona molto competente con la quale stiamo cercando di costruire qualcosa di importante. L’obiettivo è creare un sistema di scouting che ci permetta di valorizzare i calciatori già da piccoli e portarli fino in prima squadra.

Ringraziamo Lorenzo Chininea per la disponibilità e gli facciamo i migliori auguri per il suo lavoro.