Abbiamo parlato con il professore Francesco Bosco, docente presso l’Università degli Studi di Parma, esperto nella riatletizzazione di sportivi presso il Centro Sport Medical Center, centro rivolto agli atleti infortunati. Qui collabora anche a stretto giro con il professor Cristian Frik, su alcuni progetti interessanti in ambito riabilitativo come Back in Action, ideato dallo stesso Frik, in collaborazione con la FIFA Medical Center Austriaca. Con il professor Bosco abbiamo parlato dell’infortunio subito da Zaniolo, giovane talento della Roma e della Nazionale, che durante il match di Nations League contro l’Olanda ha riportato la rottura del legamento crociato del ginocchio destro, a pochi mesi della rottura di quello sinistro. Ora si opererà in Austria, prima di ricominciare lo stesso percorso riabilitativo già attraversato nei mesi passati. Il professor Francesco Bosco ha chiarito i vari dubbi legati a questo sfortunato episodio e ha provato a spiegare come prevenire infortuni di così grave entità.

Per Zaniolo è il secondo infortunio ad un legamento crociato in pochissimo tempo. Come mai è successo?

In questi giorni ho letto molti articoli sul ragazzo, che parlavano di predisposizione. Secondo me non esiste predisposizione. Il primo mito da sfatare è questo. In realtà bisogna capire bene quali sono i movimenti che mettono a rischio le articolazioni dei calciatori. Questo è il secondo infortunio pesante a cui il ragazzo va incontro, ma la motivazione si può ritrovare nei movimenti che mettono a rischio l’articolazione del ginocchio. Non dimentichiamo che nel mondo del calcio ci sono repentini cambi di direzione, ci sono accelerazioni e decelerazioni, continui stop e ripartenze. In entrambi gli eventi traumatici il ginocchio di Zaniolo è andato incontro ad un movimento detto “valgo-dinamico”, ovvero il ginocchio si è piegato verso l’interno. Quindi l’infortunio non è legato al contatto fisico con l’avversario. A mio parere, come ha spiegato molto bene il dottor Francesco Della Villa (Responsabile di Ricerche e Sviluppo del gruppo Isokinetik), sarebbe importante fare una buona analisi dei movimenti che mettono a rischio l’articolazione del ginocchio e fare dei lavori di prevenzione. Per me però non esiste alcun tipo di predisposizione.

Dato che si tratta del secondo infortunio dello stesso genere, anche se non dello stesso ginocchio, la ripresa sarà più o meno lunga?

Innanzitutto per il ragazzo non è stato facile da digerire a livello psicologico, dato che era appena tornato a giocare, in quanto ora dovrà riaffrontare lo stesso percorso. L’iter fisioterapico è identico e dunque le tempistiche non cambieranno e i mesi di recupero saranno gli stessi. Una cosa da fare in questo caso, a mio parere, è l’integrazione al full-up riabilitativo, di un training neuromotorio. Così facendo non si elimineranno del tutto i rischi di incorrere in infortuni simili, ma sicuramente si farà un buon lavoro di prevenzione.

Dopo un’operazione del genere si corre il rischio di incorrere nuovamente in infortuni dello stesso tipo o si riparte da zero?

Innanzitutto in questo caso non si tratta dello stesso ginocchio e dunque non c’è una recidiva. Per evitare infortuni simili, ripeto, sarà importante strutturare bene un buon training riabilitativo inserendo dentro come ingrediente il training neuromotorio. Poter avere un feed-back visivo, come per esempio quello fornito da Back in Action ideata proprio dal professor Frik, potrebbe aiutare a correggere eventuali scompensi che si possono presentare nei cambi di direzione ed in fase di arresto e ripartenza. Il dottor Della Villa spiegava bene anche come guardando le partite, come fanno i match analyst, si possono studiare per bene i movimenti del ginocchio e come esso si comporta, che per un atleta è fondamentale sicuramente per ridurre il rischio di incorrere in questi infortuni.

Su questo infortunio potrebbero aver inciso il periodo e il metodo di preparazione, anomali rispetto agli altri anni, a causa dell’emergenza sanitaria?

Sicuramente oggi il calcio è cambiato rispetto a qualche anno fa. Vediamo un gioco sempre più veloce e più aggressivo. Le partite sono ravvicinate e inoltre l’emergenza sanitaria non ha aiutato. I tempi di riposo e successivo carico sono stati troppo ravvicinati  . Penso che ci sia un’incidenza di questa situazione da tenere in considerazione. Negli ultimi anni numerosi esperti hanno parlato nei vari convegni di questo tema. Effettivamente spesso non c’è tempo per recuperare tra una partita e l’altra. E anche andare a giocare con le Nazionali non aiuta in questo senso.

Negli ultimi anni infortuni di questo genere sono capitati spesso alla Roma, anche se con allenatori differenti. Da Strootman a Florenzi, fino a Zaniolo. Si tratta semplicemente di una coincidenza?

Credo di sì. In alcuni casi una società potrebbe scegliere di dedicare più tempo a mettere la squadra in forma atletica e meno alla prevenzione. Ma non credo che ci sia nessuno da condannare.

Alessandro Nesta, facendo un in bocca al lupo a Zaniolo, ha sottolineato come, nonostante 10 interventi, lui abbia giocato fino a 38 anni. Faceva notare però come il ragazzo, ora, dovrà curare ancora di più le sue ginocchia, durante l’intera carriera. Cosa dovrà fare Zaniolo?

Sicuramente non dovrà mai trascurare il training neuromotorio, anche quando finirà questo periodo. Fare dei lavori di prevenzione durante la settimana sarà importante, anche quando tornerà a giocare per molti minuti. Ora lo diciamo riguardo a Zaniolo, ma questo sarebbe molto importante per tutti i giocatori, in particolare per i giovani.

Siamo quindi sicuri che la carriera di Zaniolo non sia a rischio?

Ho letto di tutto a riguardo, qualcuno lo ha già dato per finito. Io non vedo questo rischio, è un ragazzo giovane. Come ha scritto lui sui social ora ha due ginocchia nuove. Lo spirito è sicuramente quello giusto, e secondo me tornerà forte e brillante come era prima degli infortuni. Quando sarà tutto passato sarà una pedina importante anche per la nostra nazionale. È giovane e tornerà in campo quanto prima.

La preparazione di quest’anno atipico sarà molto breve e dovrà tener conto di una stagione molto lunga, che per alcuni calciatori terminerà addirittura a Luglio con gli europei. Questo potrebbe essere un problema per quanto riguarda gli infortuni?

Sicuramente ogni preparazione dovrà essere ben calibrata. I preparatori atletici sono molto bravi in questo. Di certo bisognerà tenere in conto il fatto che la stagione sia molto spostata in avanti. Ogni società dovrà fissare i propri obiettivi e programmare la preparazione di conseguenza. Sicuramente però, questa situazione potrebbe portare a numerosi infortuni muscolari, quando si entrerà nel vivo del campionato e delle coppe.