Tra la Lazio e Keita c’è aria di separazione già da tempo dato che la crepa nel rapporto sembra difficile da sanare. La società biancoceleste prima del mercato di gennaio era disposta a trattare con l’entourage del giocatore per il rinnovo di contratto ma, nelle ultime settimane, non sembra si possa arrivare ad un accordo del genere. L’attaccante senegalese classe ’95 non vuole continuare la propria avventura nella capitale. Questa intenzione era stata già palesata prima di partire per la Coppa d’Africa, ma nessuno ha offerto a Lotito i 30 milioni di euro richiesti. D’altronde il presidente laziale non è mai stato incline ad abbassare le proprie pretese per il prezzo del cartellino di uno dei suoi giocatori.

ENNESIMA CREPA?

A peggiorare i rapporti tutt’altro che idilliaci ci ha pensato lo stesso Keita, convocato per Inter-Lazio da Simone Inzaghi. La Lazio e la federazione senegalese avevano provveduto ad acquistare al ragazzo il biglietto di rientro. Ma Keita ha tardato l’arrivo di un giorno, anche se i tempi tecnici per averlo erano strettissimi. Ma parole di mister Inzaghi: “Sono tutti convocati, Keita compreso“, facevano presagire che il giocatore andasse almeno in panchina. Ennesima crepa in un rapporto che forse non è mai sbocciato del tutto, ma che di sicuro non migliorerà in futuro. Lo strappo tra il giocatore e la società biancoceleste è ormai insanabile, forse sarebbe stato meglio separarsi a gennaio. Lotito non è il tipo che lascia passare impunemente questi episodi, e questo potrebbe non essere l’ultimo “dispetto” in una convivenza forzata fino a giugno.

LA SMENTITA

Il Direttore della Comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale: “Si tratta di una situazione gonfiata, non esiste nessun caso Keita. Il calciatore non è stato assolutamente multato, le modalità del suo rientro erano concordate con la società. È normale che l’allenatore si augurasse che Keita, anche con un missile, potesse arrivare in tempo per giocare con l’Inter. Ma anche lui sapeva che il giocatore non sarebbe stato nelle migliori condizioni fisiche e mentali per entrare in campo. Rinnovo? Ho la sensazione che tutto quanto faccia Keita assuma dimensioni sbagliate. Quando un calciatore deve rinnovare bisogna porre le condizioni perché si trovi in una situazione ideale Metterlo sempre nel mirino è sbagliato; penso anche a quanto accaduto a Biglia dopo la gara col Chievo, una situazione che certo non aiuta. Keita è un giocatore importante ma va trattato come gli altri. Organizzare un charter avrebbe rappresentato un’anomalia anche perché il tragitto sarebbe stato comunque lungo e non avremmo avuto particolari benefici. Le frasi dell’agente di Keita? Tutto era stato concordato, è stato poco elegante e, fossi stato in lui, quelle affermazioni me le sarei risparmiate”.