
Pantaleo Corvino, direttore dell’area tecnica della Fiorentina, è come un lupo: perde il pelo ma non il vizio, che in questo caso è ovviamente riferito alla grande attività di scouting del dirigente nativo di Vernole, in provincia di Lecce. Ricordiamo Stevan Jovetic e Adem Ljajic qualche anno fa, fino ad ora, con altri due colpi di sicuro avvenire, entrambi acquistati dal Bari: Gaetano Castrovilli, trequartista classe ’97, e Giuseppe Scalera, giovane terzino e protagonista del nostro focus di oggi.
Parliamo di un “barese DOC“, nato ad Acquaviva delle Fonti e di professione terzino destro, anche se non disdegna affatto giocare sull’out sinistro. Il Bari, che necessità di una certa liquidità finanziaria, ha ceduto dinnanzi all’offerta di un milione di euro della dirigenza Gigliata, con Paulo Sousa che può ritenersi comunque soddisfatto di questo acquisto (e quello di Castrovilli, ovviamente). Scalera è nato nel 1998 e ha iniziato il suo percorso calcistico in tenera età, nel club Sannicandro, per poi passare alla Virtus di Loseto. Il Bari ha iniziato a seguirlo proprio in quegli anni, tesserandolo a 10 anni.
Nel cantera dei “Galletti” si è consacrato dal punto di vista giovanile, diventando un interprete fondamentale sia con il suo club che con la maglia azzurra dell‘Italia, dalla selezione under-15 fino all’under-19 oggi, raccogliendo in totale ben 38 presenze. Con il Bari invece, l’esordio tra i grandi è giunto quest’anno, sotto la gestione di Stefano Colantuono, che ha fatto debuttare il ragazzo contro l’Avellino. Adesso, dopo 3 presenze nella categoria cadetta, è già ora del grande salto in Serie A.
Scalera è un terzino moderno, assai valido (e utile) per ricoprire diverse posizioni in campo: può giocare basso in una difesa a 4 o come esterno di un centrocampo a 5, dove riesce a dare il meglio grazie ad una grande velocità di gamba e una falcata degna di nota. Un’altra sua caratteristica è la duttilità, dato che può giocare su entrambe le fasce. Ha un buon fisico (184 cm x 75 kg), che gli permette di tener testa ad avversari ben più preparati sotto il profilo atletico, ed un ottimo senso della posizione. Tatticamente, dovrà lavorare sulla fase di copertura, dove presenta ancora delle piccole lacune, ma sicuramente in un futuro non troppo lontano, si potrebbe parlare di lui come uno degli esterni bassi più forti della nostra Serie A. Del resto, il tempo è tutto dalla sua…



















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