Christian Capone calciatore classe 1999 dell’Atalanta. Quello bergamasco è uno dei settori giovanili più prolifici d’Italia. Riconosciuto anche dal CIES (l’Osservatorio del Calcio). Pone il settore giovanile nero azzurro tra i migliori del nostro paese. Anche in Europa pochi club fanno meglio della Dea. Capone è solo l’ultimo in ordine cronologico. Christian viene notato e tesserato giovanissimo, nel 2010. L’Atalanta non “assegna” un ruolo ai ragazzi sin da subito. Fino ai 14 anni si lavoro esclusivamente col pallone. La definizione del ruolo arriva dagli Allievi. Mino Favini è colui che coordina tutto, sceglie i ragazzi e programma il lavoro da fare con lo staff.

Negli anni è capitato che l’Atalanta perdesse ragazzi promettenti. E’ il caso di Sala e Mannone, da parte di Chelsea ed Arsenal. Si temeva lo stesso per Capone, il Liverpool si era fatto avanti. Fortunatamente per i nero azzurri il ragazzo è rimasto a Bergamo.

Ottima tecnica e propensione offensiva. Nasce come centrocampista ma poi viene spostato più in avanti. Trequartista o seconda punta, il suo idolo è Neymar. La scorsa stagione è quella che definisce meglio il suo ruolo e il suo valore. Con i Giovanissimi Nazionali l’Atalanta deve fermarsi in semifinale contro la Juve. Schierato da seconda punta Capone aveva segnato 26 goal. Convocato dalla Nazionale U15 e U16.

Premio a tutto il lavoro la convocazione per il match di Coppa Italia contro il Pescara. Difficilmente dimenticherà i 45 minuti giocati tra i “grandi”. Grande emozione per il giovane e dimostrazione dell’ottimo lavoro del settore giovanile. Storia quella della cantera bergamasca che parte da lontano. Non è il primo e crediamo che non sarà l’ultimo. Pazzini e Montolivo su tutti. Ma anche Zaza, Gabbiadini e tornando più indietro Morfeo e Tacchinardi. Per non parlare dei giovani attualmente in rosa, Conti, Caldara, Gagliardini.