E’ tra i tornei giovanili più famosi d’Europa ed è riservato agli Under 17: il Trofeo Nereo Rocco di Gradisca è un appuntamento indispensabile per talent scout e dirigenti del calcio italiano. Sugli spalti del torneo goriziano c’era anche mister Claudio Mian, classe 1949, grande esperto di calcio giovanile e sudamericano: “L’edizione 2015 non è stata certamente esaltante, un torneo più tattico che tecnico. Le squadre italiane non hanno fatto una figura ottimale in barba a quelli che dicono che in Italia i giocatori ci sono, ma non vengono inseriti con coraggio. Manca qualità, tecnica e voglia di arrivare, cioè quella ‘fame’ di cui tanti parlano. Ha vinto il Midtjylland, una squadra danese e questo la dice lunga. Ha vinto comunque con merito mostrando una difesa granitica, centrocampo con discreta qualità (soprattutto il numero 10 Kirk) e davanti ha puntato sul mobilissimo Onomigho”
“Per quanto riguarda i messicani dell’Atlas e del Chivas, che io ho accompagnato per tutto il torneo, questa volta non avevano fisicità e grossa qualità e quindi sono usciti al primo turno. Appena meglio le compagnini brasiliane e colombiane, così come i giapponesi. La Nazionale italiana Lega Pro, eliminata in semifinale, non ha fatto vedere grosse qualità ad eccezione di Riccardo Collodel del Novara”

 

“Al Torneo delle Nazioni, cui hanno partecipato di otto nazionali under 16, mi è piaciuta la finale tra Austria e USA, che hanno vinto meritatamente grazie ad un gioco più veloce fatto di cambi di gioco e rapidità. Devo però sottolineare due grandi giocatori austriaci di prospettiva: Valentino Müller (classe 1999 dell’AKA Vorarlberg) centrocampista di qualità con grande visione di gioco e Nicolas Meister del St. Pölten U16,  punta di grande movimento.