È dalla Spagna che arriva il racconto sui suoi primi anni di attività sportiva. Protagonista di questa storia è David De Gea, portiere del Manchester United di Louis Van Gaal.

Il classe ’90, cresciuto nella periferia della capitale spagnola, prima di diventare uno dei portieri migliori al mondo era in realtà un promettente pivot di futsal, ovvero calcio a 5. A rivelarlo Manuela Infante, sua insegnante di educazione fisica, e Josè Maria Cruz, suo ultimo allenatore da giocatore di movimento, il quale rivela che a 14 anni David era il loro capocannoniere.

Dichiarazione che smonta, di fatto, la teoria di Ruud Gullit secondo cui in porta giocano solo coloro che non sono in grado di giocare in mezzo al campo.

La carriera come portiere inizia, sempre all’età di 14 anni, all’Atletico Madrid. L’esordio in prima squadra, invece, avviene sotto la guida di Abel Resino ma è solo con l’arrivo di Quique Sànchez Flores e del preparatore dei portieri Emilio Alvarez Blanco che a Madrid si accorgono del suo talento. David De Gea passa da terza scelta a primo portiere, ai danni di Sergio Asenjo e di Roberto, diventando subito protagonista e artefice dei successi in Europa League e in finale di Supercoppa vinta contro l’Inter.

L’anno dopo David attira l’interesse del Manchester United di Sir Alex Ferguson che vede in lui il giusto erede di Edwin van der Sar e, con un esborso importante (circa 20 milioni di euro), se ne assicura le prestazioni. Nella stagione 2012/2013 arriva il primo successo in Premier League e David viene nominato portiere dell’anno.

Oggi David ha 24 anni e una lunga e promettente carriera davanti a sè ma al Manchester United le cose vanno un tantino male e i suoi progetti di successo sembrano essere a rischio. È per questo che a 20 mesi dalla scadenza del suo contratto iniziano a farsi insistenti le voci che lo vorrebbero di ritorno in Spagna a Madrid, sponda blancos, in sostituzione di Iker Casillas.