La stagione 2014/15 può senz’altro essere ricordata per l’esplosione o consacrazione di diversi giovani talenti (italiani e non), tra i quali non possiamo non citare Domenico Berardi. Per lui forse parlare di consacrazione è prematuro, considerando la giovane età e gli enormi margini di miglioramento a disposizione, tuttavia ci troviamo di fronte a un ragazzo che in due stagioni in serie A ha messo a segno (a campionato non ancora concluso) 30 goal in 59 presenze. Numeri non comuni per un classe ’94 che rappresenta a parere di molti il futuro del calcio italiano. Nel match di ieri giocato al “Mapei Stadium” il talento di Cariati Marina ha messo a segno una tripletta che, aggiunta al poker rifilato sempre ai rossoneri nella scorsa stagione che costò la panchina all’attuale allenatore della Juventus Allegri, sarebbe sufficiente a farci comprendere che qui si parla di un talento vero. Berardi, mancino, completa un trio italianissimo con Zaza e Sansone giocando esterno, ma è sicuramente in grado di adattarsi come seconda punta. L’allenatore del Sassuolo Eusebio Di Francesco ha creduto in lui sin da subito, affidandogli anche la responsabilità di battere punizioni e calci di rigore. L’unico limite che può fermare l’ascesa di questo fenomeno è di natura caratteriale. L’eccessiva personalità è costata cara in termini di cartellini al Sassuolo ma soprattutto a lui: 12 ammonizioni ed 1 espulsione sono sicuramente numeri da limitare per consacrarsi definitivamente. La Juventus detiene metà del cartellino di Berardi e il prossimo mese sarà fondamentale per comprendere il futuro del giovane attaccante. Infatti nonostante vi sia già un accordo prestabilito per l’altra metà individuabile nella cifra di 13 milioni di euro, vi è il sentore da parte di molti addetti ai lavori che la società bianconera possa non esercitare il riscatto dell’altra metà. Lo stesso Berardi a fine match ieri ha dichiarato di non sapere ancora cosa accadrà nel suo futuro. Ci sorprenderebbe se una dirigenza come quella juventina, che ha creduto sin da subito nelle potenzialità di questo ragazzo spendendo 4,5 milioni di euro per la prima metà del suo cartellino ancor prima che esordisse in serie A, si lasciasse scappare un talento del genere, italiano per giunta. È curioso che due dei tre componenti del giovane tridente neroverde, Zaza e Berardi, condividano la stessa possibilità e la stessa incertezza sul loro futuro, con il destino connesso sempre al club bianconero. Chissà che proprio Allegri, “legato” a Berardi da quel match della scorsa stagione, non sia in grado di ottenere il meglio da questo ragazzo. Del resto l’allenatore bianconero nelle sue varie esperienze ha sempre gestito egregiamente i giovani talenti, basti pensare ad El Shaarawy, De Sciglio, Balotelli, e guardando al presente a Morata, Pereyra, Coman solo per citarne alcuni. Un tridente Dybala-Morata-Berardi sarebbe in grado di far sognare la tifoseria bianconera per molti anni.
Milan: “Vedi Berardi e poi muori”. Quale futuro per il giovane talento italiano?
Breve analisi sul futuro di Domenico Berardi, attaccante italiano del Sassuolo, con numeri da fenomeno e futuro a metà tra club neroverde e Juventus.
Di: Redazione
18 Maggio 2015 Alle 15:02



















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