Domenico Criscito calciatore dello Zenit San Pietroburgo, racconta la sua carriera e l’approdo al grande calcio al collega Paolo Ghisoni di lagiovaneitalia.net.
Ecco le parole di Criscito: “Sono reduce da un grande Campionato con il Genoa 2006/7. La stagione in B e’ quella che verra’ ricordata come quella delle 3 big salite che fanno corsa a se. Ovvero, noi, Napoli e Juventus Gia’, la Juve. C ho vinto nel 2005/6 un titolo Primavera segnando anche un gol nella finale di Rimini. E sono “”a metà” con loro. I bianconeri mi riscattano. E io vado a Torino a giocarmi quella che da ragazzino consideravo il mio traguardo. So che dovro’ adattarmi visto che con Gasp in Liguria gioca con uno schieramento a 3. Pero’ piano piano mi ritaglio il mio posticino. E parto titolare. Esordio in A con il Livorno, 5-1 bello, rotondo. Io e Andrade coppia centrale e Grygera/Chiellini sulle fasce. Sono sempre titolare sino alla alla partita con la Roma. Poi li si rompe qualcosa. Prima il ginocchio di Andrade (crociato..) poi la mia favola in bianconero. Provo ad anticipare Totti al limite. Lui con mestiere e fisico mi evita e mette dentro gol del 1 a 1. Un gol evitabile d’accordo. Ma che ora, riflettendoci, vedo subire quasi ogni domenica. Intervallo. Ranieri mette al mio posto Legrottaglie. “Ti tolgo perche’ sei ammonito.” la motivazione. Io tra me e me penso “Ma con chi crede di avere a che fare.. non sono un bambino che non sa gestire la propria irruenza.” Sarebbe stata meglio la tanto abusata scelta tecnica. Ci rimango malino. Ma lui il giorno dopo viene a trovarmi in albergo. “Non essere triste, errori ci stanno..” E infatti anche pubblicamente, nelle interviste, mi difende. E mi rida la maglia da titolare nel turno infrasettimanale vinto con la Reggina titolare 4-0. Arriva la gara piu’ sentita. Il derby con il Torino- Panchina. E silenzio assordante. Da li perdo fiducia, sento che s’e’ rotto qualcosa. Alla fine del girone d’andata saranno solo 9 le gare in totale in bianconero..Perdo anche la condizione perche’ non sento fiducia. Vado in campo incerto e finisco per non avere autostima, così la mia voglia di giocare, e non scaldare la panchina, unita alle pressioni di Gasperini e Preziosi , mi fanno cedere e tornare in Liguria. Li è da subito tutto diverso come feeling. Posso anche commettere tanti errori. Ma Gasp mi tratta come un figlio. È normale che arrivasse il bastone. Mi riprendeva tantissimo durante gli allenamenti. Ma la carota alla fine era sempre una maglia da titolare. La paura passa e aumenta l’ autostima. Centriamo una salvezza tranquilla. E l’anno dopo tre grandi soddisfazione. Grazie e Diego Milito e ai suoi gol riportiamo il Genoa in Europa League. Io mi reivento in un ruolo che ancora oggi posso ricoprire, ovvero di esterno alto a sinistra nel 3-4-3 alto a sinistra. Segno anche nei play off con l’Odense. La Juve? Ah, si settima in campionato. E battuta grazie ad un gol di un altro ex poco considerato, Palladino, a Marassi. Minuto 90… Adesso il mio presente è lo Zenit. Grazie a Mister Spalletti che in quella gara di settembre 2007 nel quale io sembravo aver perso tutto, allenava la Roma. E decise che ero l’uomo giusto da portare con se in Russia. Anche lui la mi ha fatto sentire come al Genoa. In famiglia. Ricordo che quando mi ruppi il crociato e rientrai, avevo bisogno di tempo per recuperare condizione. E lui, come mister Gasperini, lo fece puntando su di me. A proposito di Russia, vi do lo spunto della regola che metterei anche nel calcio italiano per risollevarsi dalla crisi. Prima su tutte il numero di ragazzi nostrani da schierare. Qui siamo a 4 russi obbligatoriamente in campo. Poi ci devono stare sempre devono giocare under 20 in panchina. E poi esiste una seconda squadra paragonabile alla nostra primavera, ma soprattutto una terza tipo la nostra in lega pro che fa crescere agonisticamente i ragazzi piu’ promettenti. Ricordo con un piccolo rimpianto la mia Juventus campione d’italia primavera 2005/o6 con Marchisio, De Ceglie, Giovinco e Paolucci. Quella secondo me poteva tranquillamente giocare in B ora. Se ci pensate, era già una seconda squadra .Abbiamo solo perso tempo. Tutti. Riassumo con un messaggio, Non abbiate paura a rimettervi in gioco. Anche quando il vostro sogno sembra scapparvi di mano. Ricominciare da un gradino sotto alla fine puo’ portare ugualmente molto in alto”.



















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