L’ex calciatore ed attuale osservatore dell’Arsenal, Daniel Karbassiyoon, al sito untold-arsenal.com ha raccontato la settimana tipica di chi, come lui, lavora nello scouting.

Ecco il racconto

Mi è stato chiesto di descrivere una mia tipica settimana

Prima di ricevere una telefonata dal Capo Scout dell’Arsenal che mi propose di aggregarmi al club come scout per la CONCACAF, nel 2007, conoscevo davvero poco il mondo dello scouting. Chiaramente conoscevo per grandi linee come Steve Rowley mi aveva scovato quando arrivai ai Gunners da calciatore, ma durante l’intera settimana di prova che sostenni, non sapevo nemmeno che fosse presente.

Quando ho accettato l’offerta di diventare scout per l’Arsenal e sono volato a Londra per sottopormi al mio periodo di formazione, ho rapidamente imparato come implica la vita da scout e cosa ci si aspettasse da me.

Ho sempre davvero apprezzato il lato organizzativo dello scouting. In una ragione grande come la CONCACAF, dove il parco giocatori è enorme ma storicamente non così talentuoso come in Europa, è di vitale importanza avere una metodologia lavorativa che ti permetta di essere il più efficiente possibile, sia da un punto di vista dell’analisi di un calciatore sia da quello dai parametri di identificazione necessari all’ottenimento del miglior risultato,

Ci sono circa 1.5 milioni di ragazzi registrati nel nell’United States Youth Soccer. Ci sono leghe semi-professionistiche, campionati universitari, USL1, Usl2, la NASL, e chiaramente la MLS, il più importante campionato statunitense.

La CONCACAF è una regione difficile da visionare, con il Messico che ha una diversa struttura di calcio giovanile, il Canada un’altra ancora, senza dimenticare i piccoli paesi compresi in questa enorme regione,

È quasi impossibile definire una tipica settimana nella vita di uno scout a causa della natura dinamica del settore. Alcuni viaggi, specialmente riguardante i tornei più importanti, sono pianificati con largo anticipo mentre altri sono gestiti molto più freneticamente, e spesso capita che bisogna trovare il modo più veloce di arrivare in posti con ingenti fusi orari in tempo per il calcio d’inizio di un match da visionare.

La porzione di pianificazione e ricerca del lavoro di uno scout può spesso essere più importante del concreto viaggio e visione di partite. Il più delle volte la pianificazione dello scout gli dirà dove andare. Non bisogna dimenticare, anche se parliamo di una percentuale delle volte, che possono arrivare telefonate dalla tua società che deciderà dove mandarti come prossima destinazione.

Una settimana passata a telefono grazie a contatti in differenti angoli della tua regione può fruttare di più che mettersi su un aereo o in macchina per andare a vedere una partite senza concrete referenze. Le collaborazioni, per uno scout, possono essere la sua ancora di salvezza ed è importante costruire rapporti con persone con idee e di cui ti fidi.

Una volta che hai una chiara idea dell’andamento e della generale situazione calcistica nella tua regione, e dopo che hai organizzato quale partite o quale set di partite bisogna visionare, è tempo di organizzare il tuo viaggio.

Aereo, noleggio auto, hotel, biglietti delle partite, “and repeat”.

Come detto in precedenza, è difficile definire una settimana tipica a causa della natura dinamica del calcio in generale. Alle volte la pianificazione viene fatta durante la settimana, altre volte durante un viaggio viene programmato cosa si farà la settimana successiva, non vi è uno schema fisso. Tra tutti i campionati e nazioni che comprendono la mia regione, c’è sempre una partite da vedere e quindi può capitare di essere in viaggio per tutta la settimana anche se, chiaramente, si lavora maggiormente nel weekend.

La valutazione di un calciatore non si basa solo sulla visione della partita alla quale assistiamo, ma anche con dei video a nostra disposizione. Una parte della pianificazione del lavoro comprende anche quella di farsi un’idea del ragazzo che si vedrà poi dal vivo e, a meno che non si parla di un giovane calciatore con davvero poche immagini visibili, uno scout ha già un’idea del calciatore che andrà a visionare, conoscendo prima del calcio d’inizio i suoi punti di forza e le sue debolezze.

Quando la partita finisce, è tempo di prendere ciò che hai scritto e dargli senso in quanto è importante consegnare rapporti scritti per bene, evidenziando i punti di forza e di debolezza di un giocatore e, inoltre, quali saranno le nostre prossime mosse. Questo è spesso fatto sul volo di ritorno per casa oppure nella stanza d’albergo, dopo la partita, quando il ricordo è ancora fresco e nitido.

La settimana comincia di nuovo. Si torna a telefono, al computer, su Internet , cercando di scoprire d i più circa i giocatori della tua regione che stai seguendo. C’è anche il compito di scoprire come si sono comportati i ragazzi che per quella settimana hai deciso di non vedere dal vivo. Questo ti porta a pianificare una nuova settimana, pronto per ricominciare“.