Non è tutto rose e fiori in casa Barcellona: gli anni d’oro con Pep Guardiola rischiano di diventare soltanto un bel ricordo e non più una base su cui costruire il futuro. La Masia, nome usato per indicare il settore giovanile blaugrana nel suo complesso, sta entrando in un tunnel di cui non si vede il fondo: non sono i risultati il motivo di tutta questa frenesia. Magari lo fossero.

Tutto parte da un’inchiesta condotta dalla redazione inglese di goal.com, la quale ha portato, a sostegno della propria tesi, delle dichiarazioni di un anonimo membro dello staff tecnico della Masia: una fonte interna al problema, in casi come questi, è sempre la più affidabile. Ma, innanzitutto, cos’è la Masia?

La Masia è una vecchia residenza catalana: costruita nel 1702, è stata adibita ad ospitare i giovani giocatori del Barcellona provenienti da fuori città soltanto nel 1979. Il merito di quest’idea rivoluzionaria va attribuito a Johan Cruyff, il quale, una volta entrato nei quadri societari, promosse come allenatori della prima squadra due suoi ex giocatori, Frank Rijkaard e Pep Guardiola, tra lo scetticismo generale (Sandro Rosell in particolare). Nella sua autobiografia, il fuoriclasse olandese descrive bene quei momenti: “entrambi sapevano quale tipo di gioco fosse più adatto al club e avevano un approccio calmo e intelligente”. Poche parole, una guida per interpretare la filosofia della Masia.

Una sola mentalità, dalla base al vertice della piramide; applicazione del calcio totale di stampo olandese di Cruyff con il tiki-taka di marca spagnola; predilezione della tecnica sui muscoli e sui risultati: su questi tre capisaldi si sono stratificati i successi del Barcellona A. E’ questo che sta venendo a mancare negli ultimi mesi: “La visione del club è cambiata: la Masia ha sempre preferito giocatori bravi a giocatori forti – afferma l’anonima fonte rintracciata da goal.com. La vittoria era sempre l’ultimo nostro interesse: Cruyff ci ha sempre chiesto come avessimo giocato, non se avessimo vinto o meno; ora il Barcellona B vuole solo vincere e lo fa schierando giocatori sopra età”.

I risultati di questo inesorabile declino non vanno cercati nel breve termine. Fa specie, però, vedere un centro di formazione giovanile così qualificato e osannato involvere e commettere errori così diffusi nel mondo del calcio, Italia inclusa.