Il volo spezzato: per questa rubrica di FootballScouting, nessuno è più indicato di Federico Macheda.

Già, proprio lui, il ragazzo italiano prodigio in Inghilterra, lanciato da Alex Ferguson, che stupì tutto il mondo, andando a segno all’esordio in maniera pregevole contro l’Aston Villa, dando la vittoria ai Red Devils. Sembravo l’inizio di una luminosa carriera, ben presto spezzata da scelte sbagliate, abulia in zona gol e vagabondaggi tormentati alla ricerca di un posto dove poter crescere serenamente, togliendosi di dosso quella pesantissima etichetta di prodigio predestinato.

Forse, in questo 2016-17, i tormenti di Federico sono finiti: a Novara gioca, è vivo , ogni tanto segna, la squadra va bene. Meglio attendere gli sviluppi, ma ripercorriamo come colui che stupì Old Trafford sia giunto a questo punto. Macheda cresce nel settore giovanile della Lazio, considerato uno dei giocatori più promettenti:  ben presto le big di Premier mettono gli occhi su di lui, un po’ come successo con i vari Rossi, Borini (unici a essersi poi confermati), Lupoli e Petrucci. Nel 2007 il Manchester United inizia a fargli una corte serrata che porta alla firma di un contratto triennale da parte del giocatore, soluzione possibile anche grazie alla legge che non permette agli under 16 di firmare contratti professionistici. “Chicco” Macheda prende il primo aereo per Manchester e vola al regno di Sir Alex Ferguson.

I Red Devils mettono subito il ragazzo a suo agio, permettendogli di continuare gli studi e inserendolo nella squadra Under 18, nella quale segna subito al debutto contro i pari età del Barnsley, le prestazioni positive continuano a ripetersi fino a fare del ragazzo il capocannoniere della squadra con 12 gol, debuttando anche nelle Riserve allenate dalla vecchia gloria Solskjaer e vincendo la Manchester Senior Cup. Feguson, lo tiene d’occhio, studiandone i miglioramenti, fino a buttarlo nella mischia in Premier League il 5 Aprile 2009, a 17 anni.

Nonostante le prestazioni Ferguson ritiene ancora troppo acerbo il ragazzo per potersi giocare stabilmente il posto da titolare, lo stesso Macheda freme per dimostrare il proprio valore, si decide così per il prestito e il ritorno in Italia, destinazione Sampdoria, fresca della cessione della coppia Pazzini-Cassano e in piena crisi in campionato.

Mai scelta si rivelerà più sbagliata, perchè la situazione a dir poco pessima dei blucerchiati, partiti con l’obiettivo di superare i preliminari di Champions League, peggiorerà settimana dopo settimana, con l’esonero dell’allenatore Di Carlo e l’arrivo di Cavasin. L’esordio in Serie A arriva nel 2-1 contro la Roma, disputando l’ultimo spezzone di gara, per poi partire da titolare nella gara di Coppa Italia contro l’Udinese e trovare il gol. Sembra l’inizio del fenomeno Macheda anche in Italia ed invece quello sarà il suo unico gol in maglia blucerchiata, nel contorno 14 presenze in campionato, 0 gol, tante panchine e prestazioni sottotono e la retrocessione del club. Esperienza, come affermato da Macheda, errata e momento chiave del suo volo spezzato.

Macheda resta ai Red Devils all’inizio della stagione 2011-12, trovando anche il gol in Carling Cup con il Crystal Palace. Dopo sole 3 presenze in campionato si aprono però nuovamente le porte del prestito, al QPR, 3 presenze senza lasciare traccia. Dopo esser tornato per la seconda volta alla base dopo un prestito infruttuoso, Macheda inizierà un vagabondare che lo porterà a cambiare casacca con una frequenza inquietante, prima il prestito in Bundesliga allo Stoccarda, 14 presenze in campionato e 0 gol, poi quello, scendendo di categoria, al Doncaster Rovers, 15 partite con 3 reti, pochi mesi dopo invece è la volta del Birmingham City, dove finalmente tornerà a far parlare di se trovando 10 reti in 16 partite. Sempre un volo spezzato, il suo, ma lentamente- molto lentamente- sembra ritrovarsi.

Alla fine della stagione 2013-14 e terminato il prestito Macheda resta senza contratto dopo la scadenza naturale con lo United, restando ancora in Inghilterra e firmando per il Cardiff City ma, dopo una prima stagione condita da 6 gol, fatica nella seconda, a causa di problem fisici, passando in prestito al Nottingham Forest, nella Championship inglese. E anche qui la musica non cambia di molto…

Proprio un volo spezzato, il suo, ma chissà che Novara non gli stia facendo ritrovare le ali perdute!